Presidio sotto la Prefettura venerdì 10 aprile, dalle 11 alle 12, nell’ambito dello sciopero nazionale indetto contro il bando Enel sui servizi di back office. A mobilitarsi sono SLC Cgil, Fistel Cisl e Ugl Tlc Puglia, che lanciano un appello alle istituzioni regionali e nazionali. Al centro della protesta, il meccanismo previsto dal bando, che secondo i sindacati “premia le aziende che scelgono di sostituire i lavoratori con l’intelligenza artificiale”, con possibili ripercussioni su migliaia di occupati, soprattutto nel settore dei call center.
“Se un’azienda a partecipazione pubblica avvia la sostituzione dei lavoratori, cosa potranno fare quelle private?” chiedono le organizzazioni sindacali, sottolineando come Enel, partecipata dallo Stato, debba assumersi una responsabilità anche sul piano sociale. I sindacati parlano di una vertenza che rischia di avere effetti pesanti sul territorio pugliese, già segnato da criticità occupazionali. “La sostituzione dei lavoratori con l’intelligenza artificiale non è solo una questione economica, ma sociale ed etica: cosa accadrà a chi ha costruito la propria vita su queste occupazioni?” si legge nella nota.
Nel mirino anche le prospettive future: se il bando riguarda il back office, per il front office si teme “un vero e proprio tsunami occupazionale”, con numeri ben più elevati di lavoratori coinvolti. Da qui la richiesta rivolta a Regione, parlamentari e consiglieri regionali: una presa di posizione chiara e interventi concreti a tutela del lavoro. “Riteniamo fondamentale che i rappresentanti istituzionali si facciano carico di questa vertenza che riguarda direttamente il futuro di migliaia di cittadini pugliesi”.
I sindacati invitano inoltre le istituzioni a partecipare al presidio, definito un momento cruciale per dare un segnale di vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie. Infine, l’appello a governare la transizione tecnologica: “L’innovazione non può avvenire a scapito del lavoro umano, ma deve tradursi in opportunità di formazione e riqualificazione”. La mobilitazione si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del mercato del lavoro, con i sindacati che chiedono un intervento immediato per evitare ricadute occupazionali sul territorio.
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