Oltre 65mila prestazioni anticipate e più di 127mila cittadini contattati in due mesi. È il bilancio diffuso dalla Regione Puglia sui piani sperimentali di recupero delle liste d’attesa avviati a inizio anno, con l’obiettivo di ridurre i tempi per visite, esami e interventi.
Secondo quanto comunicato, sono 127.672 le persone raggiunte attraverso il sistema di recall: 115.798 per prestazioni ambulatoriali e 11.874 per ricoveri ospedalieri. Dal 5 aprile è stato inoltre superato il target fissato per le aziende sanitarie.
Complessivamente sono state anticipate 65.034 prestazioni, tra cui 62.658 visite ed esami e 2.376 interventi chirurgici. “Tra le attività più rilevanti – spiega la Regione – anche il recupero di 4.319 accertamenti prescritti nel 2026 ma prenotati tra il 2027 e il 2029”, riportati quindi a date più ravvicinate.
Non sono mancati i rifiuti: 36.451 i casi registrati. Tra chi ha motivato la scelta, il 62% ha confermato l’appuntamento già fissato, il 28% ha dichiarato di aver già effettuato la prestazione e il 10% ha ritenuto non più necessario l’esame.
Sul fronte delle prestazioni già erogate, si contano 54.472 attività di specialistica ambulatoriale. Il 67% riguarda codici di priorità U e B, con un anticipo medio rispettivamente di 70 e 83 giorni. Nel dettaglio, il 38% delle prestazioni riguarda prime visite, mentre il 41% esami diagnostici, tra radiografie, ecografie, Tac e risonanze. Tra le prestazioni più richieste figurano la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, l’ecografia addome completo, la visita urologica, l’ecocolordoppler cardiaco e la visita ortopedica.
Le aziende sanitarie stanno proseguendo le attività di anticipo, con particolare attenzione alle prestazioni prescritte nel 2026, che rappresentano circa il 29% del totale. Parallelamente, prosegue il monitoraggio delle prescrizioni: i dati di febbraio e marzo evidenziano una diminuzione delle richieste con priorità urgente e breve, su cui si è concentrata l’azione di recupero.
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