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Bari, Leccese e Manfredi fanno il punto sul Pnrr: “Già 35 interventi completati e 18 in corso”

Il sindaco: "Il 2027 sarà l'anno della nascita di una nuova Bari"

Pubblicato da: redazione | Mer, 1 Luglio 2026 - 19:12
Punto Pnrr
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Cinquantatré interventi PNRR, di cui trentacinque già completati e diciotto in fase di chiusura: sono questi i numeri al centro della conferenza stampa tenuta questa mattina nella sala giunta di Palazzo della Città dal sindaco Vito Leccese, dedicata allo stato di attuazione dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. All’incontro ha partecipato anche il sindaco di Napoli e presidente di ANCI Gaetano Manfredi.
La conferenza stampa è stata l’occasione per fare il punto sulle principali scadenze previste dal PNRR, con particolare riferimento agli interventi in corso nei Comuni e alle attività necessarie a garantire il rispetto del cronoprogramma e il pieno conseguimento degli obiettivi fissati.
“La più grande stazione appaltante per l’utilizzo dei fondi del PNRR sono i Comuni come soggetto aggregato. Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza gli ottomila Comuni italiani, insieme alle Città metropolitane, hanno compiuto un enorme salto di qualità, che restituirà un importante contributo in termini di crescita sul piano sociale, infrastrutturale e tecnologico” ha dichiarato Leccese. “Un salto di qualità che ha innovato profondamente i procedimenti nell’utilizzo dei fondi. Cito qualche dato che riguarda la città di Bari. La spesa impegnata per gli investimenti nel 2026 supera i 500 milioni di euro. Nel periodo 2014-2021 la spesa si attestava tra i 40 e i 50 milioni: nei primi anni del PNRR si è triplicata e quest’anno si è decuplicata, con una struttura tecnico amministrativa che si è dimostrata all’altezza di un compito complesso come quello di gestire contestualmente risorse e cantieri di grande impatto. Per quanto riguarda la città di Bari, lo stato di attuazione delle quattro missioni PNRR è molto avanzato. Complessivamente contiamo 53 interventi PNRR, di cui 35 già completati e 18 in fase di completamento, ma tutti messi in sicurezza e nelle condizioni di concludersi entro l’anno. Alcuni cantieri usufruiranno degli ulteriori mesi di proroga che sono stati concessi dal Governo sulla base delle norme europee, altri – come Costa Sud – hanno scadenza naturale al 31 dicembre 2027, in quanto risultano finanziati con il Piano Nazionale Complementare (PNC). Oggi possiamo, dunque, affermare con convinzione che il 2027 sarà l’anno della nascita di una nuova Bari, con l’entrata a regime di un nuovo sistema trasportistico integrato ed efficiente, nuovi asili nido e un incremento degli alloggi pubblici. Chiusi i cantieri, si apre poi il tema delle manutenzioni. Una questione al centro del dibattito nazionale, su cui come sindaci abbiamo avviato un negoziato con il Governo nazionale. In giunta approveremo nelle prossime ore una variazione di bilancio per stanziare ulteriori 16 milioni di euro su manutenzioni straordinarie di strade, marciapiedi, scuole, mercati. Speriamo che questo negoziato possa portare a risultati adeguati alle nostre aspettative e, soprattutto, allo sforzo che gli ottomila Comuni italiani stanno compiendo per portare il nostro Paese verso la modernità richiesta dalle condizioni poste dalla Commissione europea nel Next Generation Europe”.
Anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha voluto sottolineare il legame tra le due città: “Oggi è una giornata importante, perché conferma il rapporto privilegiato tra Napoli e Bari, due città caratterizzate da un incredibile dinamismo e grande crescita, legate anche da un cambiamento infrastrutturale storico: la nuova linea dell’Alta Velocità che permetterà di integrare sempre di più attività, investimenti, realtà produttive e formative delle due aree metropolitane, asse strategico per la crescita di un nuovo Mezzogiorno. In questa direzione fondamentale è stato il contributo degli investimenti legati al PNRR. Con orgoglio possiamo dire che il 90% dei progetti dei Comuni italiani sono stati completati o sono in fase di completamento. Si tratta di un dato estremamente positivo, soprattutto perché il PNRR, a differenza dei fondi europei ordinari, ha introdotto una grande novità: la rendicontazione del progetto non è basata sul raggiungimento di un target di spesa, ma di obiettivi qualitativi e quantitativi, di indicatori fisici individuati opera per opera, che contribuiscono, in modo solidaristico tra gli enti locali, a fare raggiungere a livello nazionale i target concordati con la Commissione Europea. Prendiamo l’esempio delle scuole. Se l’obiettivo è realizzare un determinato numero di edifici scolastici in Italia, una volta raggiunto quel dato nazionale la Commissione Europea assegna tutte le risorse previste dalla misura, di modo da coprire anche le spese di quei cantieri già avviati, ma che per cause di forza maggiore (contenziosi, imprevisti, bonifiche) non sono riusciti a giungere a conclusione per tempo, com’è fisiologico che sia su una mole di investimenti complessiva che per i Comuni italiani ha raggiunto quasi i 30 miliardi di euro. I dati sono uniformi tra nord e sud, e non c’è differenza tra grandi e piccoli Comuni, segno che il sistema delle autonomie locali ha risposto in maniera omogenea, dimostrando grande capacità amministrativa diffusa, smentendo le preoccupazioni iniziali, soprattutto sul Mezzogiorno. La scadenza del 30 giugno è, dunque, una scadenza interna, fissata da un decreto del Governo per il completamento delle attività principali per la realizzazione dell’opera. Abbiamo ora ancora due mesi, nei quali si potranno svolgere attività secondarie per il completamento, per arrivare al 31 agosto al traguardo della fine dei lavori. Si aprirà, a seguire, la fase dei collaudi, che non ha scadenze e che è diversa per ogni opera. Le sfide per il futuro sono essenzialmente tre. In primo luogo completare gli interventi che non riusciranno a essere terminati a scadenza PNRR. Il governo, nel momento in cui vengono raggiunti i target, riceverà tutto l’importo finanziario dalla Commissione, compresa la quota prevista per le opere non completate: la richiesta che abbiamo fatto come Anci è che venga garantito il completamento di quei lavori con risorse nazionali. Il secondo punto riguarda i costi di gestione. Apriremo asili nido, nuove linee metropolitane, servizi sociali, e per mantenerli serve spesa corrente. Qualche numero, per comprendere: ogni nuovo posto in asilo nido costa all’incirca 12 mila euro, tra gestione, personale e servizi. O, in tema di trasporto pubblico, sappiamo che la bigliettazione copre appena dal 20 al 30% del costo del servizio. Dunque abbiamo bisogno di risorse aggiuntive per i nuovi servizi. Infine, un tema particolarmente caro ad Anci. Il PNRR non lascia solo un’eredità di infrastrutture, ma lascia soprattutto semplificazione e capacità amministrativa: se il sud è cresciuto negli ultimi quattro anni più della media nazionale, significa che abbiamo avuto capacità amministrative e di spesa, anche grazie a nuove regole e una diversa organizzazione, che hanno rappresentato un fattore fondamentale di crescita e buon uso delle risorse pubbliche che non vogliamo perdere”.
I numeri illustrati durante l’incontro danno la misura dell’operazione. Il Comune di Bari conta 53 interventi PNRR in totale, 35 completati e 18 in corso, per un importo complessivo di 427.250.131 euro. A questi si aggiungono 18 interventi PNC e fonti nazionali, per un importo complessivo di 265.509.408 euro. Il totale degli investimenti sale così a quasi 700 milioni di euro su 71 progetti. Si aggiungono inoltre 108 progetti della Città Metropolitana di Bari finanziati con PNRR, per un valore complessivo di 331.972.908 euro come investimenti della Città metropolitana. Sull’intero territorio dell’area metropolitana di Bari sono stati investiti 4,3 miliardi di euro PNRR da tutte le stazioni appaltanti.
Guardando all’andamento della spesa nel tempo, il quadro racconta una crescita netta: la spesa per investimenti e opere pubbliche del Comune di Bari nel periodo compreso tra il 2014 e il 2022 è stata in media circa 45 milioni di euro. Tra il 2023 e il 2025 è cresciuta sino quasi a 120 milioni, con un incremento del 163%. Nel 2026 ha raggiunto quota 533 milioni, con un incremento del 1075%.
Sul fronte delle quattro missioni PNRR per il Comune di Bari, lo stato di avanzamento medio segna il 100% per la Missione 1, dedicata a digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, l’85% per la Missione 2, rivoluzione verde e transizione ecologica, il 90% per la Missione 4, istruzione e ricerca, e l’80% per la Missione 5, inclusione e coesione.
Tra i settori di intervento, le opere pubbliche legate alla mobilità contano 6 progetti per un importo di 262.341.553,57 euro PNRR e 3.300.000 euro da PNC e fonti nazionali. Le opere pubbliche per scuole e sport sono 14, per 36.310.400 euro PNRR. Quelle per la rigenerazione urbana sono 13, per 96.118.809,76 euro PNRR. Il patrimonio ERP conta 3 progetti per 8.578.534,05 euro PNRR, mentre sui beni confiscati alla mafia sono stati avviati 2 progetti per 5.100.000 euro da PNC e fonti nazionali. Il capitolo ERP dedicato a sicuro verde sociale comprende 13 progetti per 27.859.408,03 euro da PNC e fonti nazionali. Il nodo verde legato a RFI conta 2 progetti, per 10.200.000 euro PNRR e 143.000.000 euro da PNC e fonti nazionali. Costa Sud è un progetto da 86.250.000 euro finanziato con PNC. Il welfare conta 2 progetti per 541.490,70 euro PNRR, l’igiene e ambiente 4 progetti per 3.867.713,16 euro PNRR, e l’agenda digitale 11 progetti per 9.291.629,76 euro PNRR.

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