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Rivoluzione al Policlinico di Bari per fibromi uterini: una tecnica facilita la rimozione e migliora la fertilità

Fibromi uterini sottomucosi: una tecnica endoscopica innovativa

Pubblicato da: redazione | Mer, 1 Luglio 2026 - 10:29
Vista ecografica fibroma

Interventi più rapidi, più sicuri, meno invasivi e con migliori prospettive per la fertilità. Una nuova procedura per il trattamento dei fibromi uterini sottomucosi che non prevede incisioni addominali essendo effettuata per via naturale transvaginale, è stata messa a punto dall’equipe guidato dal prof. Ettore Cicinelli, direttore dell’Unità operativa ginecologia ed ostetricia Policlinico di Bari.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Minimally Invasive Gynecology, illustra i vantaggi della tecnica originale denominata Redish (REsectoscopic DIscoid SHaping), che rappresenta un importante passo avanti nella chirurgia ginecologica mininvasiva, con l’obiettivo di ridurre la durata degli interventi e migliorare gli esiti riproduttivi delle pazienti.

La procedura REDISH, infatti, comporta anche una diminuzione del rischio di gravi complicanze della miomectomia resettoscopica quale la perforazione uterina ma permette una più precoce ripresa per le donne che desiderano una gravidanza dopo l’intervento di rimozione del fibroma.

“Rappresenta un’evoluzione importante nel modo in cui approcciamo i fibromi sottomucosi complessi – spiega il prof. Ettore Cicinelli – che spesso richiedono interventi in più tempi anche di mesi e quindi il nostro obiettivo è offrire alle pazienti una chirurgia sempre meno traumatica, più precisa e che preservi al massimo l’integrità dell’utero le cui fibre sane rimangono intatte con una più rapida ripresa della fertilità, un aspetto cruciale per chi cerca una gravidanza oggi che l’età media del primo figlio è così alta”.

I fibromi sottomucosi sono formazioni benigne dell’utero che possono causare sanguinamenti anomali e difficoltà nel concepimento. Sebbene l’isteroscopia rappresenti oggi lo standard terapeutico, i casi più complessi, fibromi grandi o profondamente inseriti nella parete uterina (tipi 2 e 3 secondo la classificazione FIGO) restano una sfida chirurgica, spesso associata a interventi più lunghi o ripetuti.

La procedura messa a punto dal team del prof. Cicinelli introduce un approccio innovativo che facilita la rimozione del fibroma. Il tumore benigno viene progressivamente rimodellato fino ad assumere una forma regolare, simile a un “disco”. Con il supporto dell’ecografia in tempo reale, il tessuto viene trazionato delicatamente tramite una pinza chirurgica accelerando la espulsione. Questo consente la fuoriuscita naturale della parte più profonda del fibroma nella cavità uterina e che può quindi essere rimossa in sicurezza.

I dati dello studio, condotto su un’ampia casistica di centinaia di casi, evidenziano risultati particolarmente significativi. Gli interventi si effettuano, per il 98% dei casi risolti in un’unica seduta, senza necessità di ulteriori procedure e con una perfetta “restitutio ad integrum” dell’organo uterino.

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