Monta ancora la protesta a Bari per il posizionamento dei nuovi cassonetti della spazzatura, finiti nel mirino dei residenti questa volta per la loro eccessiva vicinanza agli ingressi delle abitazioni private. L’ultimo durissimo sfogo arriva direttamente da una cittadina di via De Giosa, che punta il dito contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vito Leccese e la gestione aziendale dell’Amiu, colpevoli a suo dire di aver approvato una mappatura che penalizza pesantemente la qualità della vita dei residenti e compromette l’estetica degli stabili storici e moderni.
“Che bello scendere da casa e trovare queste scene”, commenta ironicamente e con profonda amarezza la donna, documentando una situazione quotidiana fatta di sacchetti dell’immondizia lasciati per terra a pochi centimetri dal portone d’ingresso del proprio palazzo. Una convivenza forzata con i rifiuti che sta spingendo molti baresi all’esasperazione, tanto che la stessa residente confessa di aver dovuto raccogliere personalmente i rifiuti abbandonati da ignoti incivili per preservare il minimo decoro dell’area.
A preoccupare i quartieri coinvolti è soprattutto il futuro a breve termine. Con la prossima e graduale introduzione obbligatoria della tessera elettronica per poter conferire i rifiuti nei nuovi cassonetti intelligenti, il timore generale è che il fenomeno dell’abbandono selvaggio intorno ai contenitori possa letteralmente esplodere. I cittadini si chiedono se fosse davvero indispensabile sacrificare lo spazio vitale ridosso dei portoni d’accesso e invocano un immediato ripensamento dei punti di raccolta per allontanarli dalle facciate dei condomini.