Sono passati quasi cinquanta giorni da quel voto unanime in Consiglio regionale, ma della lettera che avrebbe dovuto sollecitare Governo e Unione Europea non c’è ancora traccia. È questo il punto sollevato dall’associazione ‘L’Isola che non c’è’, promotrice dell”Appello per Gaza’, che torna a farsi sentire dopo l’approvazione della mozione, avvenuta il 7 luglio scorso.
Il documento impegnava la Regione Puglia a sollecitare un’azione immediata da parte delle istituzioni per sbloccare gli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e tutelare i civili, in particolare i bambini. Ad oggi, riferisce l’associazione, non ci sono “ancora notizie sull’effettivo invio del documento ai destinatari indicati”.
“La tragedia di Gaza non è andata in vacanza. La fame, la mancanza di acqua potabile, di medicinali e di beni essenziali continuano a colpire una popolazione civile già duramente provata, con migliaia di bambini esposti a sofferenze inaccettabili. Per questo – riferiscono dall’associazione – chiediamo alla stampa di aiutarci a tenere accesa l’attenzione”.
“Non chiediamo un favore per l’associazione. Chiediamo – viene riferito in una nota – di dare voce a una decisione assunta all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia e di contribuire a verificare che quella volontà istituzionale non rimanga soltanto sulla carta”. L’associazione ‘L’Isola che non c’è’ chiede che la Puglia “faccia sentire la propria voce e lancia un appello ai colleghi giornalisti e alla stampa in generale affinché ‘Appello per Gaza’ non resti un foglio di carta o una semplice ‘mozione’, approvata all’unanimità (un fatto senza precedenti in questo Paese) in un’Aula di Consiglio, luogo prestigioso e simbolico”.
‘L’Appello per Gaza’ era stato sottoscritto da oltre 140 personalità del mondo della cultura, dell’informazione, dell’università, dell’impresa, della società civile e delle istituzioni.