Dagli insetti “alieni” ai vecchi patogeni tornati più aggressivi con i cambiamenti climatici, cresce l’allarme per le campagne italiane. Coldiretti richiama l’attenzione sulle emergenze che stanno mettendo sotto pressione agricoltura, apicoltura, patrimonio forestale e molluschicoltura. Sul fronte dell’apicoltura, preoccupa la presenza della Vespa velutina, il calabrone asiatico che minaccia le api e, di conseguenza, l’intero sistema dell’impollinazione. A questa si aggiunge l’Aethina tumida, il coleottero dell’alveare, capace di compromettere le scorte di miele e indebolire le colonie.
Non va meglio per il patrimonio forestale. Il bostrico tipografo è indicato tra i responsabili della moria degli abeti rossi e di danni pesanti ai boschi. Il punteruolo rosso, invece, continua a colpire le palme, soprattutto nelle aree mediterranee. Per l’olivicoltura, la minaccia più grave resta la Xylella fastidiosa, il batterio che ha devastato milioni di ulivi in Puglia e che continua a far registrare nuovi focolai. Una ferita ancora aperta per il territorio pugliese, dove il batterio ha inciso non solo sulla produzione agricola, ma anche sul paesaggio e sull’economia delle aree rurali colpite.
Alle emergenze nei campi si aggiunge quella del granchio blu, che continua a mettere in difficoltà la molluschicoltura italiana, in particolare nell’Adriatico. Alla moria di vongole e altri molluschi si sono sommati, durante l’estate, gli effetti delle temperature eccezionalmente elevate dell’acqua, con ulteriori danni negli allevamenti. Per Coldiretti diventa quindi urgente rafforzare le azioni di prevenzione e monitoraggio, investire nella ricerca di sistemi di difesa biologica e sostenibile e garantire alle imprese strumenti adeguati per fronteggiare l’arrivo e la diffusione di nuovi organismi nocivi.
L’obiettivo è evitare che le emergenze fitosanitarie diventino crisi strutturali per intere filiere. “Diventa quindi sempre più urgente rafforzare la prevenzione e il monitoraggio, accelerare la ricerca di sistemi di difesa biologica e sostenibile e garantire alle imprese strumenti adeguati per affrontare l’arrivo e la diffusione di nuovi organismi nocivi, ma anche di vecchi patogeni che ritornano pericolosi con i cambiamenti climatici, la maculatura bruna o gli eriofidi, ad esempio, evitando che le emergenze fitosanitarie si trasformino in crisi strutturali per intere filiere”, sottolinea Coldiretti. Il quadro, secondo l’organizzazione agricola, conferma come clima, globalizzazione e diffusione di specie invasive stiano cambiando gli equilibri produttivi, imponendo interventi più rapidi e coordinati per proteggere imprese, raccolti, ambiente e biodiversità.
Foto repertorio