Un’altra serata d’inferno per i collegamenti da e per l’aeroporto di Bari-Palese riaccende i riflettori sulla cronica carenza dei trasporti notturni nel capoluogo. Lo scenario andato in scena anche domenica sera 23 agosto è lo specchio di un sistema che va in tilt alla prima fluttuazione dei tabelloni di arrivo, lasciando centinaia di passeggeri abbandonati sulle banchine dello scalo. La replica della categoria dei tassisti, tuttavia, è netta e rigetta ogni accusa di inefficienza, parlando apertamente di una campagna d’odio ingiustificata.
“È un accanimento nei confronti della mia categoria, ora basta, siamo stanchi”, tuona Vittorio Pantaleo, sindacalista Usb Taxi Bari. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, le code chilometriche si creano esclusivamente quando si accumulano i ritardi dei voli commerciali: “Ogni aereo porta 200 o 250 persone; se gli aerei arrivassero in orario come le altre sere, l’attesa non si creerebbe. Perché questo succede solo quando si accumulano i ritardi e durante il giorno non si crea fila? Un po’ di attesa è normale. La gente si lamenta per pochi minuti di fila, ma quando va in ospedale e aspetta mesi per una visita non dice nulla”.
I sindacati ricordano inoltre i sacrifici della categoria: “Facciamo il nostro lavoro sacrificando le nostre famiglie nei giorni in cui la gente festeggia Natale, Capodanno o va al mare la domenica. Inoltre, in aeroporto non ci sono solo i taxi, perché si lamentano solo di noi?”
Il dito dei tassisti, supportato anche da testimonianze video, viene puntato contro la paralisi stradale che stringe lo scalo nelle ore di punta, a causa dei cantieri e dell’anarchia automobilistica sul vialone d’accesso, dove la sera regna il parcheggio selvaggio. A peggiorare il quadro si aggiunge il “coprifuoco” del trasporto pubblico: l’Amtab effettua infatti l’ultima corsa della linea 16 dall’aeroporto alle ore 22.00, tagliando fuori chiunque arrivi in tarda serata e riversando tutta la domanda sulle sole auto bianche. Una pressione insostenibile, concludono i sindacati.