Bari è entrata nella mappa nazionale dello street food. Con 44 attività registrate, il capoluogo pugliese è tra i primi cinque Comuni italiani per presenza di imprese legate al cibo da strada, alle spalle di Roma, Milano, Torino e Palermo. È quanto emerge dai dati Unioncamere-InfoCamere diffusi dall’Ansa, che raccontano la crescita di un settore ormai diffuso in quasi 2mila Comuni italiani, con 4.300 imprese registrate.
A livello comunale, Roma conquista il primo posto con 129 attività, superando di poco Milano, ferma a 128. Seguono Torino con 78 imprese, Palermo con 48 e Bari con 44. Un dato che conferma il peso crescente del capoluogo pugliese in un comparto legato non solo alla ristorazione veloce, ma anche al turismo, alle tradizioni locali e alla valorizzazione del cibo identitario. Il Mezzogiorno concentra quasi la metà delle imprese registrate in Italia, a conferma del legame tra street food, attrattività turistica e gastronomia territoriale. In questo quadro la Puglia si colloca tra le regioni protagoniste: con 510 attività è terza in Italia, subito dopo la Lombardia, prima con 544 imprese, e la Sicilia, seconda con 514.
Tra le province, spicca anche Lecce, che con 192 imprese si piazza al terzo posto nazionale dopo Milano, prima con 256, e Roma, seconda con 230. Seguono Torino con 170 e Napoli con 162. Il fenomeno racconta anche un’evoluzione del modo di fare impresa. Le attività individuali restano la forma più diffusa, con 3.157 imprese registrate, pari al 73,7% del totale. Si tratta spesso di realtà di piccola dimensione, familiari o fortemente radicate nel territorio. Accanto a questa componente tradizionale, però, il settore appare sempre più strutturato. Le società di capitale sono passate in dieci anni da 105 a 620, con una crescita vicina al 500%. La loro incidenza sul totale è salita dal 4,6% al 14,5%, segno di un comparto che attira investimenti e consolida la propria presenza sul mercato. Per Bari e per la Puglia, il dato conferma quindi una tendenza già visibile nelle strade, negli eventi e nei percorsi turistici: lo street food non è più soltanto consumo “rapido”, ma una leva economica e culturale capace di raccontare il territorio attraverso sapori, tradizioni e nuove forme di imprenditorialità.
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