Il Piano di rientro dal deficit sanitario avrebbe dovuto raggiungere i Ministeri dell’Economia e della Salute entro il 31 luglio. Invece, secondo quanto denuncia il gruppo Fratelli d’Italia in consiglio regionale, ai Ministeri è arrivata soltanto una bozza incompleta, relativa al solo 2026, mentre le altre due annualità del Programma Operativo Triennale 2026/2028 restano ancora da trasmettere.
A firmare la nota è il presidente Paolo Pagliaro, insieme ai consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia Tonia Spina, vicepresidente, Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri.
“Ma la Regione Puglia pensa di trasmettere il Programma Operativo Triennale 2026/2028 a puntate? Il 20 luglio scorso una prima versione relativa al 2026, magari a settembre quella del 2027 e chissà quando quella del 2028…”. Chiedono i consiglieri.
“Ora visto che non c’è niente da ridere, mettiamo da parte le battute e chiediamo ufficialmente di conoscere i motivi che impediscono alla Regione di inviare ai Ministeri dell’Economia e della Salute il Piano di rientro dal deficit sanitario e che doveva essere inviato entro il 31 luglio scorso. Invece, è stata inviata una bozza incompleta che impedisce chiaramente un’analisi dei conti che non possono essere presi in esame in modo parziale e che non è sicuramente un buon biglietto da visita per chi a Roma considera questo metodo assolutamente poco affidabile. Ora è evidente che la ragione non può essere solo la presenza dei nuovi direttori generali delle ASL, né tanto meno l’escamotage di rinviare al 2027 i nuovi costi del personale può consentire l’invio di un Piano parziale. È evidente che si stanno riscontrando nuovi problemi che si cerca di risolvere con soluzioni temporanee (sospensione dei concorsi da infermieri e OSS) o truffaldine (prescrizioni urgenti da ottenere in 5 giorni). Per questo invitiamo il presidente Antonio Decaro ad aggiornarci sull’ulteriore invio del Programma Operativo Triennale 2026/2028, ma soprattutto su quali sono i problemi che ne impediscono l’invio definitivo: la Sanità non è un argomento per pochi intimi, tutti rivestiamo un ruolo che ci è stato riconosciuto dai pugliesi e ai quali siamo tenuti a dare quanto meno risposte, se proprio non riusciamo a garantire una Sanità degna di questo nome”.