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Lama Balice, un parco oltre le barriere: due anni di Sentinelle di BioDiversità

Presentati i risultati del progetto

Pubblicato da: redazione | Ven, 11 Settembre 2026 - 15:10
11-09-26 Lama Balice un parco oltre le barriere_biodiversità, inclusione e partecipazione_due anni di Sentinelle di Biodiversità

Due anni di attività per sperimentare un modello che mette insieme tutela della biodiversità, inclusione sociale e partecipazione. È il percorso di “Sentinelle di BioDiversità” nel Parco di Lama Balice che ha progressivamente trasformato il ruolo dei partecipanti: non semplici destinatari di un intervento, ma protagonisti della conoscenza, della cura e della valorizzazione di un bene comune.

Il progetto, avviato nell’ottobre 2024 e realizzato dall’ATS composta dalla società cooperativa sociale Tracceverdi, capofila, società cooperativa sociale Arcoiris e movimento Pro Lama Balice APS, si è svolto presso Villa Framarino, Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità all’interno del Parco Naturale Regionale di Lama Balice. Vincitore dell’avviso nazionale “Periferie inclusive”, è stato realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità.

I risultati del progetto sono stati presentati oggi a Palazzo della Città da Michelangelo Cavone, assessore alla Giustizia, al Benessere sociale e ai Diritti civili, Elda Perlino, assessora all’Ambiente, Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio della Regione Puglia e Fulvia Funaro, presidente della cooperativa Tracceverdi, capofila del progetto.

Nato con l’obiettivo di coniugare inclusione sociale, tutela della biodiversità, valorizzazione del territorio e promozione dell’accessibilità, ha coinvolto complessivamente 100 persone con disabilità, 40 nella prima annualità e 60 nella seconda.

Il percorso è partito dalla conoscenza diretta dell’ambiente naturale, attraverso laboratori sensoriali, educazione ambientale e monitoraggio della flora e della fauna, per arrivare alla cura concreta del territorio, con la manutenzione del verde, dell’orto sociale e del giardino delle farfalle. Nella prima annualità sono stati realizzati 50 incontri formativi e laboratoriali, quattro eventi pubblici e circa 175 ore di attività diretta; nella seconda il percorso si è ampliato e consolidato, con l’ingresso di nuovi partecipanti e un ruolo sempre più centrale della coprogettazione.

Le iniziative aperte alla cittadinanza hanno permesso alle Sentinelle di presentare le proprie attività e di entrare in relazione con scuole, cittadini e comunità locale, segnando il passaggio dalla semplice fruizione del parco alla partecipazione attiva, alla sua conoscenza e cura.

Negli appuntamenti dedicati alla biodiversità animale, le Sentinelle hanno affiancato i bambini nelle attività sull’avifauna, sugli insetti impollinatori e sulla piantumazione, assumendo concretamente un ruolo di guida e di trasmissione delle conoscenze.

La fase conclusiva ha portato il percorso verso un nuovo livello di partecipazione: la riflessione sull’accessibilità e sulla fruibilità del Parco di Lama Balice. Le Sentinelle hanno partecipato alla ricognizione dei percorsi, individuando criticità e possibili soluzioni. Le osservazioni raccolte confluiranno in un vademecum sull’accessibilità, valorizzando il sapere esperienziale dei partecipanti come contributo al miglioramento del territorio.

“Questo progetto deve rappresentare un punto di partenza per consolidare Lama Balice come luogo aperto, accessibile e inclusivo e valorizzarlo sempre più come patrimonio e punto di riferimento per l’intera regione – ha dichiarato Elisabetta Vaccarella –. L’esperienza maturata in questi due anni indica una strada che può essere replicata anche in altri comuni pugliesi, adattandola ai diversi contesti territoriali. Uno degli elementi più significativi del progetto è il cambio di prospettiva che propone: le persone che ricevono cura diventano a loro volta protagoniste della cura degli altri e del territorio. È un modello su cui continuare a investire, capace di unire inclusione, partecipazione e valorizzazione del patrimonio ambientale”.

“Quando parliamo di disabilità dobbiamo superare una visione esclusivamente assistenziale. Autonomia significa poter fare esperienza del mondo, costruire relazioni, scoprire capacità, sviluppare competenze e sentirsi parte attiva di una comunità – ha dichiarato Michelangelo Cavone – La natura ha una forza straordinaria in questo percorso: mette le persone in relazione, stimola autonomia e partecipazione, restituisce esperienze concrete. In un tempo sempre più mediato dalla tecnologia, il contatto con la natura assume un valore ancora più profondo, soprattutto per chi rischia maggiormente isolamento ed esclusione. Valorizzare un luogo prezioso come Lama Balice significa trasformare un patrimonio ambientale in un patrimonio di opportunità, autonomia e inclusione”.

“Questo progetto dimostra quanto sia importante costruire percorsi condivisi tra istituzioni, associazioni e territorio. Lama Balice può esprimere ancora di più il proprio valore quando diventa spazio di partecipazione, relazione e inclusione – ha continuato Elda Perlino –. L’esperienza di “Sentinelle di BioDiversità” ha mostrato come un bene comune possa diventare uno spazio realmente condiviso, nel quale ciascuno può portare il proprio contributo. È attraverso collaborazioni come questa che si rafforza l’identità di un territorio e si costruiscono occasioni concrete di partecipazione, mettendo insieme persone, associazioni e istituzioni.”

“Con Sentinelle di BioDiversità abbiamo provato a coniugare la tutela della biodiversità con l’inclusione sociale, facendo in modo che le persone con disabilità non fossero soltanto fruitrici del parco, ma protagoniste di un percorso di conoscenza, cura e cambiamento del territorio – ha spiegato Fulvia Funaro – In questi due anni le Sentinelle hanno imparato a conoscere e a prendersi cura del parco, fino a portare il proprio contributo e i propri suggerimenti per migliorarne l’accessibilità e la fruibilità. Particolarmente importanti sono stati anche gli incontri con le scuole, durante i quali hanno potuto trasmettere ai bambini ciò che avevano imparato, assumendo a loro volta un ruolo di guida. Abbiamo visto crescere nel tempo la partecipazione, l’entusiasmo, la socialità e la voglia di tornare alle attività: è forse questo il risultato più bello, aver creato occasioni in cui ciascuno potesse sentirsi parte del parco e riconosciuto per il contributo che può dare”.

Il percorso si concluderà giovedì 17 settembre alle ore 10 a Villa Framarino, nel Parco Naturale Regionale di Lama Balice, con l’evento finale “Lama Balice, un parco oltre le barriere”, una vera e propria festa finale. Durante la mattinata saranno inoltre consegnati gli attestati ai ragazzi che hanno preso parte al percorso, come riconoscimento dell’esperienza condivisa e del valore della partecipazione di ciascuno.

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