Cantieri ancora aperti, tre isolati chiusi al traffico e attività commerciali penalizzate da transenne e percorsi pedonali ristretti. È la situazione denunciata dal Comitato cittadino No BRT del Municipio 2 in corso Benedetto Croce, una delle strade interessate dai lavori per il Bus Rapid Transit a Bari. Secondo il Comitato, mentre il progetto viene raccontato come vicino al completamento, lungo la strada il quadro sarebbe ancora segnato da disagi quotidiani per residenti, pedoni e commercianti. I lavori, avviati da mesi, continuerebbero a incidere sulla viabilità e sulla visibilità delle attività di vicinato.
“Basta percorrere Corso Benedetto Croce per rendersi conto che la realtà è ben diversa”, scrive il Comitato sui social. “Cantieri iniziati mesi fa. Cantieri che, invece di diminuire, sembrano essere sempre più presenti”. Nel mirino ci sono soprattutto le conseguenze sul commercio locale. Le transenne, secondo quanto riferito, renderebbero difficoltoso il passaggio dei pedoni e, in alcuni punti, oscurerebbero le vetrine dei negozi. “Percorsi ristretti, transenne che rendono difficoltoso il passaggio e che, in alcuni casi, oscurano le attività commerciali”, si legge nella nota.
Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: “Quanto può ancora resistere un commerciante? Quanto è giusto chiedere a un’attività di vicinato di sopportare cali di fatturato causati da lavori pubblici interminabili?”. La preoccupazione non riguarda solo la durata dei cantieri, ma anche l’assetto futuro della strada. Corso Benedetto Croce viene definita dal Comitato una via già complessa, stretta e densamente abitata, sulla quale il progetto BRT rischierebbe di pesare ulteriormente tra riduzione dei parcheggi, carreggiate più strette, spazi pedonali compromessi e fermate vicine alle attività commerciali. Per il Comitato, il nodo non è soltanto il BRT, ma l’assenza di una pianificazione complessiva su mobilità e sosta. La trasformazione della città, sostengono i rappresentanti del gruppo, dovrebbe essere accompagnata da parcheggi di scambio, un piano della sosta e soluzioni concrete per ridurre l’impatto su residenti e negozianti.
“Quando arriveranno le soluzioni? Quando arriveranno i parcheggi di scambio? Quando arriverà una pianificazione complessiva della sosta?”, chiedono dal Comitato. La richiesta all’amministrazione comunale è quella di un confronto direttamente sul territorio, tra i cantieri e le attività coinvolte, e non solo nelle sedi istituzionali. Il Comitato parla di una situazione che, a suo giudizio, non può più essere considerata un semplice sacrificio temporaneo. “Per qualcuno quei sacrifici significano fatturato perso. Per qualcuno significano un’attività messa a rischio. Per qualcuno significano una qualità della vita peggiorata. La città non può essere raccontata soltanto attraverso le inaugurazioni, va ascoltata anche nei luoghi dove oggi soffre”, conclude il comitato.