Ci sono città che si riconoscono da un monumento e altre che sembrano avere un materiale capace di raccontarle. A Grottaglie quel materiale è l’argilla. Diventa piatto, vaso, decorazione, pumo, grande contenitore per il vino e persino sperimentazione artistica, poi esce dalle botteghe e lascia spazio ai colori dei murales, alle facciate del centro storico e alla roccia delle gravine. Siamo in provincia di Taranto, nella parte della Puglia in cui il paesaggio comincia ad assumere i caratteri della Murgia meridionale. Grottaglie è conosciuta soprattutto come città della ceramica, ma fermarsi alle sue botteghe significherebbe raccontarne soltanto una parte. Tra castello, palazzi antichi, chiese, arte urbana e paesaggi rupestri, la città può diventare la meta perfetta per una giornata alla scoperta di un volto diverso della Puglia. Andiamo per gradi.
Il Quartiere delle Ceramiche, cuore creativo di Grottaglie
Se c’è un luogo dal quale cominciare la visita è il Quartiere delle Ceramiche, sviluppatosi lungo la gravina di San Giorgio. La storia di questa tradizione è strettamente legata al territorio e alla disponibilità di argilla, utilizzata nei secoli dagli artigiani per realizzare soprattutto oggetti destinati alla vita quotidiana. Ancora oggi nel quartiere si susseguono laboratori, botteghe e antichi ambienti ipogei, alcuni dei quali utilizzati in passato come frantoi e successivamente trasformati in spazi per la lavorazione e la cottura della ceramica. Passeggiando da una bottega all’altra si scopre però che la tradizione non è rimasta immobile. Accanto alle forme storiche trovano spazio oggetti contemporanei, colori insoliti e sperimentazioni nate dalle nuove generazioni di ceramisti. Tra le produzioni più caratteristiche ci sono i cosiddetti Bianchi di Grottaglie, manufatti della tradizione popolare, e i capasoni, grandi recipienti utilizzati soprattutto per conservare il vino. E poi ci sono loro, probabilmente gli oggetti più immediatamente riconoscibili: i pumi, diventati uno dei simboli dell’artigianato pugliese e tradizionalmente associati a prosperità e buon auspicio.
Il Castello Episcopio e il Museo della Ceramica
A dominare il quartiere delle Ceramiche c’è il Castello Episcopio, uno dei principali monumenti della città. La sua presenza accompagna il panorama del centro storico e crea un legame quasi naturale con l’antico quartiere artigiano. All’interno del complesso si trova infatti il Museo della Ceramica, dedicato alla storia e all’evoluzione della produzione locale. È una tappa particolarmente interessante perché permette di comprendere ciò che si è appena osservato nelle botteghe: forme, tecniche e oggetti raccontano come la ceramica sia passata da necessità quotidiana a espressione artistica, continuando comunque a rappresentare uno degli elementi identitari di Grottaglie.
A passeggio nel centro storico
Dopo le botteghe vale la pena perdersi nelle strade del centro storico, dove l’anima artigiana convive con palazzi nobiliari e architetture religiose. Tra gli edifici da osservare durante la passeggiata ci sono Palazzo Pignatelli, Palazzo Blasi, Palazzo Urselli e Palazzo Cicinelli. Importante anche il patrimonio religioso. La chiesa Madre, risalente al trecento, è uno dei principali monumenti della città, mentre la chiesa della Madonna del Carmine custodisce una particolarità: sorge sopra una grotta nella quale rimangono tracce di un antico affresco dedicato alla Madonna. Grottaglie è così una città da attraversare lentamente, lasciando per qualche momento l’itinerario prestabilito per infilarsi nelle stradine e osservare portali, balconi e dettagli delle facciate.
Quando il Medioevo incontra la street art
Poi, quasi improvvisamente, cambia tutto. Sui muri del centro storico compaiono colori, personaggi e grandi opere contemporanee. La street art è diventata un altro volto di Grottaglie e crea uno dei contrasti più curiosi della città, murales contemporanei inseriti tra edifici antichi, vicoli e architetture tradizionali. Alcune opere richiamano manga, anime, cartoni animati e personaggi celebri. Tra gli artisti che hanno lasciato il proprio segno c’è Paolo Carriere, accanto a nomi della street art come Blu, Aryz ed Ericailcane. Il risultato? un museo a cielo aperto che cambia completamente il modo di attraversare il centro. Non si guarda più soltanto davanti a sé alla ricerca del monumento successivo: a Grottaglie conviene osservare anche muri, angoli e facciate.
La Gravina del Fullonese, il volto più selvaggio
Basta allontanarsi dal centro per scoprire un paesaggio differente. Nella parte occidentale della città si trova la Gravina del Fullonese, ai piedi del Monte Fellone. Qui l’ambiente urbano lascia spazio a rocce, grotte e vegetazione mediterranea. L’area è interessante non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche per le testimonianze lasciate dall’uomo. Lungo la gravina sono infatti presenti tracce di antichi insediamenti e una chiesa rupestre di epoca medievale, testimonianza di quel rapporto tra uomo e roccia che caratterizza numerose zone della Puglia. La visita permette quindi di aggiungere alla giornata una passeggiata nella natura e di comprendere quanto il paesaggio abbia influenzato nei secoli anche lo sviluppo della città.
Ceramica, ma anche uva e sapori del territorio
L’altra anima di Grottaglie si trova in campagna. Il territorio è infatti conosciuto anche per la produzione di uva da tavola, coltivazione che rappresenta uno degli elementi caratteristici dell’economia agricola locale. Artigianato e agricoltura raccontano così due facce dello stesso territorio: da una parte la terra fornisce l’argilla trasformata dalle mani dei ceramisti, dall’altra accompagna una tradizione agricola profondamente radicata. Ed è forse proprio questa relazione con la terra a offrire una delle chiavi migliori per comprendere Grottaglie. La ceramica rimane il suo simbolo, ma Grottaglie è interessante soprattutto per la capacità di far convivere linguaggi apparentemente lontani. Ci sono le botteghe tramandate da generazioni e i murales contemporanei. I palazzi del centro e gli spazi scavati nella roccia. I capasoni nati per conservare il vino e le creazioni dei giovani ceramisti che reinterpretano forme e colori. Ed è questo contrasto a renderla una tappa particolare durante un viaggio in provincia di Taranto: una città antica che, proprio come l’argilla lavorata nelle sue botteghe, continua a cambiare forma senza perdere la propria identità.