Ironica, malinconica, irriverente quando serve. Ma soprattutto riconoscibile. Levante è una delle cantautrici che negli ultimi anni hanno saputo costruire un universo personale all’interno della musica italiana, mescolando pop e cantautorato a una scrittura intima, capace di raccontare fragilità, relazioni, libertà e ricerca di sé. Dietro il nome d’arte c’è Claudia Lagona, cantautrice siciliana che alla musica ha affiancato nel tempo anche la scrittura, il cinema e la televisione. Cinque album in studio, tre partecipazioni al Festival di Sanremo e canzoni entrate nell’immaginario del pubblico segnano un percorso cominciato ufficialmente più di dieci anni fa. La canzone da ascoltare durante la lettura? “Alfonso”, il brano che l’ha fatta conoscere al grande pubblico e che contiene già molto del mondo di Levante: ironia, insofferenza, autenticità e quella sensazione di sentirsi nel posto sbagliato mentre tutti gli altri sembrano perfettamente a proprio agio.
Dalla Sicilia a Torino, prima di diventare Levante
Levante nasce a Caltagirone il 23 maggio 1987 e cresce a Palagonia. La sua infanzia viene segnata dalla perdita del padre nel 1996. A quattordici anni si trasferisce insieme alla madre e ai fratelli a Torino, città che diventerà fondamentale per il suo percorso personale e artistico. E proprio agli anni dell’adolescenza risale una delle prime curiosità sulla cantante: il nome Levante nasce quasi per gioco. A suggerirlo è un’amica, prendendo ispirazione dal personaggio del film Il ciclone di Leonardo Pieraccioni. Quel soprannome sarebbe poi diventato definitivamente la sua identità artistica. Prima dell’esordio arriva anche un periodo trascorso a Leeds, nel Regno Unito. Poi il ritorno in Italia e l’incontro con la canzone destinata a cambiare tutto.
“Alfonso” e quel “che vita di merda” diventato un inno
È il 2013 quando esce “Alfonso”. Il ritornello diretto e provocatorio rende immediatamente riconoscibile Levante e il brano diventa il suo primo vero successo, arrivando negli anni successivi alla certificazione di disco d’oro. Dopo aver aperto alcuni concerti di Max Gazzè, nel marzo 2014 pubblica il primo album, “Manuale distruzione”, che debutta all’ottavo posto della classifica FIMI e viene premiato come migliore opera prima dall’Academy Medimex. Arrivano anche una candidatura agli MTV Europe Music Awards come Best Italian Act e la finale al Premio Tenco. Il titolo dell’album dice già molto del modo in cui Levante utilizza le parole: la distruzione non è necessariamente una fine, ma può diventare il punto da cui ricostruirsi.
“Abbi cura di te”: imparare a raccogliere i pezzi
Nel 2015 arriva il secondo album, “Abbi cura di te”, anticipato dall’omonimo singolo e seguito da brani come Ciao per sempre, Finché morte non ci separi e Le lacrime non macchiano. È un disco nel quale emerge ancora di più il lato emotivo della cantautrice. L’amore non viene raccontato soltanto nella sua parte romantica: ci sono separazioni, ferite, ricordi e soprattutto la necessità di ritrovare se stessi dopo la fine di qualcosa. Una curiosità riguarda “Finché morte non ci separi”, interpretata insieme alla madre. Nello stesso periodo la musica di Levante comincia anche a superare i confini italiani: nel 2015 partecipa al South by Southwest in Texas e si esibisce anche a Los Angeles e New York.
Nel caos delle sue “stanze stupefacenti”
Il 2017 è probabilmente uno degli anni che contribuiscono maggiormente alla sua popolarità. Esce “Nel caos di stanze stupefacenti”, album che debutta al secondo posto della classifica FIMI e contiene Non me ne frega niente e “Pezzo di me”, quest’ultima realizzata insieme a Max Gazzè. Entrambi i singoli ottengono il disco d’oro. Nello stesso anno Levante entra anche nelle case degli italiani come giudice di X Factor, sedendosi al tavolo accanto a Fedez, Manuel Agnelli e Mara Maionchi. Ma quella televisiva rimarrà soltanto una delle tante parentesi di un percorso che continua a essere costruito soprattutto attraverso musica e scrittura. Tra le collaborazioni di questi anni spiccano anche Assenzio con J-Ax, Fedez e Stash, il duetto con Tiziano Ferro in Valore assoluto e quello internazionale con Diplo e MØ in Stay Open.
“Magmamemoria” e il primo Sanremo
Memoria e passato diventano protagonisti di “Magmamemoria”, quarto album pubblicato nel 2019. Ad anticiparlo arrivano Andrà tutto bene e “Lo stretto necessario”, cantata insieme a un’altra importante voce siciliana, Carmen Consoli. Il videoclip di quest’ultimo brano viene girato proprio in Sicilia, terra natale di entrambe. Nel 2020 arriva invece il debutto in gara al Festival di Sanremo con “Tikibombom”, che si classifica al dodicesimo posto. Il brano diventa una sorta di manifesto dedicato a chi non sente il bisogno di uniformarso, gli eccentrici, gli esclusi, chi vive seguendo un ritmo diverso da quello imposto dagli altri. Un tema che attraversa buona parte della produzione di Levante e che probabilmente spiega anche il legame costruito negli anni con il suo pubblico.
“Vivo”, la maternità e una nuova fase
Nel 2023 Levante torna a Sanremo con “Vivo”, brano che anticipa il quinto album “Opera futura”. La canzone segna una nuova fase personale e artistica e arriva dopo la nascita, nel febbraio 2022, della figlia Alma Futura. Nello stesso album trova spazio anche “Leggera”, scelta come colonna sonora del film Romantiche di Pilar Fogliati. Il brano ottiene una candidatura ai Nastri d’argento e viene premiato ai Soundtrack Stars Award alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel settembre 2023 arriva inoltre un’altra tappa importante: il primo concerto di Levante all’Arena di Verona. Nel 2024, a dieci anni dall’esordio, la cantautrice torna invece alle origini pubblicando “Manuale distruzione – dieci anni dopo”, una nuova versione del disco con cui tutto era cominciato.
Il 2026 e il terzo Sanremo
Il percorso continua nel 2025 con nuovi brani come Maimai, Niente da dire, Dell’amore il fallimento e Sono blu. Nel frattempo Levante firma “Follemente”, canzone originale dell’omonimo film di Paolo Genovese, ottenendo una candidatura ai Nastri d’argento e la prima candidatura ai David di Donatello per la migliore canzone originale. Nel febbraio 2026 torna per la terza volta in gara a Sanremo con “Sei tu”, classificandosi quattordicesima. Nella serata delle cover sceglie invece Gaia per reinterpretare I maschi di Gianna Nannini. Pochi mesi dopo arriva “Al mio paese”, realizzata insieme a Serena Brancale e Delia, che raggiunge il terzo posto della classifica dei singoli, seguita a giugno da Malìa.
Non solo cantante: quattro romanzi e il cinema
Tra le curiosità che raccontano meglio Levante c’è sicuramente il suo rapporto con la scrittura. Non scrive soltanto canzoni: ha pubblicato quattro romanzi. Il primo, Se non ti vedo non esisti, arriva nel 2017 e raggiunge la quarta ristampa nelle prime tre settimane. Seguono Questa è l’ultima volta che ti dimentico, E questo cuore non mente e, nel 2024, Opera quotidiana. Nel suo percorso trovano spazio anche cinema e televisione, a conferma di una dimensione artistica che va oltre quella strettamente musicale. E poi ci sono le sue influenze, molto diverse tra loro: Carmen Consoli, Mina, Donatella Rettore, Janis Joplin, Tori Amos, Alanis Morissette, Verdena e Afterhours sono soltanto alcuni degli artisti con cui ha raccontato di essere cresciuta.
Levante, essere se stessi anche quando significa essere fuori posto
Da Alfonso a Sei tu, sono cambiate molte cose. È cambiato il pubblico, sono arrivati Sanremo, i grandi palchi, i romanzi, il cinema e una nuova fase della vita. Eppure nella musica di Levante rimane un filo riconoscibile: la necessità di raccontarsi senza nascondere le contraddizioni. Le sue canzoni parlano spesso di ciò che finisce e di ciò che ricomincia, dell’amore ma anche della sua assenza, della memoria, della libertà e della difficoltà di trovare il proprio posto. Forse è proprio qui che si trova la chiave della sua musica, Levante non prova a raccontare vite perfette. Racconta il caos, le crepe e le trasformazioni. E lo fa ricordando che, qualche volta, sentirsi fuori posto può essere semplicemente un altro modo di essere se stessi.