Circa 300 agricoltori hanno bloccato questa mattina lo svincolo Bitonto-Palombaio della strada provinciale 231 per protestare contro il calo del prezzo dell’olio e l’aumento dei costi di produzione. La manifestazione, promossa dal ‘Comitato Rivolta Olivicoltori’, è presidiata dalla Polizia di Stato. Tra gli striscioni esposti, “Non chiediamo elemosina, chiediamo dignità”. “Siamo qui per l’aumento dei costi di produzione, soprattutto concimi, sementi e gasolio, ma soprattutto per il calo del prezzo dell’olio, passato da circa nove euro al chilo a quattro”, ha spiegato all’AGI Marco Loconte, tra i promotori della protesta. “Questo significa ricavi sempre più bassi per chi produce”. Per Michele Monopoli “l’agricoltura è diventata insostenibile”. “Le spese sono tante e quando andiamo a vendere il prodotto ci viene pagato poco. Siamo all’inizio della raccolta e molti non sanno ancora se convenga raccogliere le olive o lasciarle sugli alberi”, ha aggiunto.
Il Comitato chiede al Governo il riconoscimento dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario e un piano straordinario nazionale, con un fondo dedicato. Tra le richieste figurano anche contributi sugli interessi dei finanziamenti, sospensione per almeno 12 mesi delle rate dei mutui e del credito agrario, garanzie Ismea per la rinegoziazione del debito, esoneri contributivi, un premio straordinario per ettaro e interventi sui costi di carburante, energia, irrigazione, raccolta e stoccaggio. Gli olivicoltori chiedono inoltre l’attivazione dello stoccaggio privato dell’olio, una revisione in sede europea dei contingenti di importazione dai Paesi terzi e l’introduzione del Documento di trasporto elettronico per tracciare la movimentazione di olive e olio. Al centro della protesta c’eè soprattutto il crollo delle quotazioni denunciato dagli agricoltori. Secondo il Comitato, all’inizio della campagna 2025-2026 la produzione italiana appariva scarsa, mentre nei mesi successivi la maggiore disponibilità di prodotto avrebbe contribuito alla diminuzione del prezzo. “Non accusiamo nessuno senza prove – precisano i promotori -, ma chiediamo di sapere da dove sia arrivato quell’olio, quanto ne sia stato importato e come sia stato movimentato”. Ne dà notizia l’Agi.
(foto comitato Olivicoltori e cittadini conca barese)