Dalle scuole fatiscenti al futuro negato, sono solo alcune delle motivazioni che hanno portato gli studenti del capoluogo pugliese a organizzare una mobilitazione. L’appuntamento è alle 9 di giovedì 16 ottobre in piazza Umberto, da dove partirà la mobilitazione annunciata da Osa Bari per chiedere “una nuova scuola pubblica”.
L’iniziativa si inserisce nel clima di proteste studentesche che, nelle ultime settimane, ha interessato diverse città italiane ed europee. Nel post diffuso sui social, il collettivo richiama le manifestazioni per il diritto all’abitare in Spagna, quelle studentesche in Francia e le occupazioni registrate negli ultimi giorni a Roma e Torino. “Proprio per questo a nostra volta vogliamo chiamare per il 16 ottobre uno sciopero studentesco che possa portare tutto il disagio che noi studenti proviamo all’interno delle nostre scuole”, scrivono da Osa Bari.
Al centro della protesta ci sono le condizioni degli edifici scolastici, il tema dei finanziamenti alla scuola pubblica, le prospettive per gli studenti e la critica alle politiche del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Secondo il collettivo, la scuola starebbe assumendo sempre più i tratti di “una caserma”, dove “si reprime immediatamente chi prova ad esprimere dissenso” e dove gli studenti, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, rischierebbero di essere lasciati “senza prospettive per il futuro”.
Nel testo della mobilitazione, Osa Bari critica anche il clima seguito all’approvazione del provvedimento definito dal movimento “DDL razzismo”, collegandolo alle proteste studentesche nate in altre città. “Abbiamo ogni intenzione di fare come i francesi e portare tutta la nostra rabbia in piazza per chiedere una nuova scuola pubblica, che si preoccupi davvero dei problemi reali degli studenti”, conclude il collettivo. Il corteo partirà quindi da piazza Umberto nella mattinata del 16 ottobre, con l’obiettivo di portare nel centro di Bari le rivendicazioni degli studenti su edilizia scolastica, diritto allo studio, libertà di espressione e futuro della scuola pubblica.
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