Affitti in lieve calo a Bari nel terzo trimestre dell’anno, mentre nel resto d’Italia i canoni continuano a crescere. E’ quanto emerso dai dati diffusi da Idealista, secondo i quali nel capoluogo pugliese si registra una flessione dello 0,1%, in controtendenza rispetto all’aumento nazionale dell’1,8% su base annua.
Il dato barese si inserisce in un quadro nazionale in cui il 59% dei capoluoghi monitorati, 55 su 94, ha registrato un aumento dei canoni di locazione. Tra i principali mercati italiani, l’andamento resta però disomogeneo: Genova segna un incremento del 7,3%, Torino del 5,6%, Bologna del 2,1%, Roma dell’1,9%, Palermo dell’1,3%, Firenze dell’1,1% e Milano dello 0,9%. Bari, insieme a Napoli, è invece tra le grandi città in lieve flessione, il capoluogo pugliese segna -0,1%, mentre Napoli registra -0,4%.
In Puglia spicca però il caso di Trani, dove i canoni crescono del 12,2%, uno degli aumenti più alti tra i capoluoghi monitorati. La città rientra anche tra i 13 capoluoghi che, dall’inizio delle rilevazioni di idealista, hanno raggiunto i massimi storici degli affitti. Guardando al resto del Paese, Milano resta la città più cara con 22,4 euro al metro quadro, seguita da Firenze con 21,7 euro, Venezia con 20,5, Roma con 19,2 e Bologna con 16,6 euro al metro quadro. All’estremo opposto si trovano Caltanissetta, con 4,8 euro al metro quadro, Potenza con 6 euro, Agrigento con 6,3, Reggio Calabria con 6,4 e Cosenza con 6,5.
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