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Giornate del Fai d’Autunno, tanti i curiosi per il castello di Ceglie a Bari

Appuntamenti anche nell'Ateneo

Pubblicato da: redazione | Sab, 10 Ottobre 2026 - 15:12
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Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, hanno aperto eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Oggi la prima giornata. Si continuerà domani.

L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.

Gli appuntamenti a Bari

Bari

Palazzo Ateneo – Università degli Studi di Bari Aldo Moro

Durante le Giornate FAI d’Autunno il Palazzo Ateneo, sede dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha aperto i suoi spazi con un percorso dedicato all’architettura, alla storia e all’apparato decorativo dell’edificio. Affacciato su Piazza Umberto, il palazzo, prima opera monumentale post-unitaria della città, fu costruito a partire dal 1867 su progetto dell’architetto napoletano Giovanni Castelli, vincitore del concorso pubblico bandito nel 1864.

Si sviluppa nella sobria maestosità del suo volume architettonico, ispirato a modelli classica rielaborati in chiave eclettica, tipica dell’edilizia istituzionale del secondo Ottocento italiano, su una superficie complessiva di 9.500 mq, occupando un intero isolato, con una pianta rettangolare articolata in cinque cortili.

Le visite proposte dal FAI partono dall’ingresso principale, con tappe nell’atrio, nella Biblioteca, allo Scalone monumentale e nell’Aula Magna. Particolare attenzione dedicata all’apparato decorativo che culmina nei dipinti murali dei fratelli Mario e Guido Prayer realizzati nel 1924 nell’Aula Magna, fulcro artistico del palazzo. I grandiosi cicli di pitture murali celebrano la triade ideale dell’istituzione attraverso il programma iconografico imperniato sui concetti di Arte, Scienza e Umanità.

Gli iscritti FAI possono inoltre accedere anche al primo piano, visitando le stanze del Prorettore e del Rettore, la sala del Rettorato (ex sala degli affreschi) e il corridoio con i ritratti dei rettori dell’Università, dal primo, Nicola Pende, fino ai giorni nostri.

Il Palazzo Ateneo dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro è una delle aperture dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno 2026, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

 

Silent reading party

Durante le Giornate FAI, il suggestivo cortile dell’Ateneo accoglie un Silent Reading Party organizzato dal FAI Giovani Bari.

Porta con te un libro, scegli il tuo angolo nel cortile e concediti il piacere di leggere insieme agli altri, in un’atmosfera speciale. Ad accompagnare le due giornate ci sarà Pinetta Leonetti Di Vagno, content creator e anima di theworldofpini, che con la sua passione per i libri arricchirà l’esperienza con momenti di incontro e condivisione. Un modo nuovo di vivere le Giornate FAI d’Autunno, tra bellezza, storie e comunità.

 

Orario visite sabato e domenica: dalle 10.00 alle 20.00 (ultima visita ore 19.30)

Contributo consigliato: 3 euro per gli iscritti, 5 per i non iscritti

Visite a cura degli apprendisti ciceroni dei Licei Orazio Flacco e Bianchi Dottula e dei narratori della delegazione FAI e dell’Ordine degli Architetti di Bari.

Ceglie del Campo

Castello

La struttura castellare è incastonata nel centro storico di Ceglie e racconta le diverse fasi storiche di cui il territorio è stato protagonista. Poco o nulla è però dato sapere di questa costruzione. Nel 1156, unitamente all’abitato, accolse i cittadini di Bari che fuggivano dalla città rasa al suolo dal re normanno Guglielmo I il Malo; verso la metà del 1300 probabilmente svolse funzioni di rifugio per bande di predoni, come il vicino castello di Carbonara.

Successivamente la struttura fortificata è stata inglobata in strutture che con il tempo ne hanno fatto perdere le primitive fattezze.

“Ben nota agli scrittori greci e latini che ce ne hanno lasciato varie testimonianze, Ceglie del Campo è stata una delle sedi principali della fiorente cultura che i Peuceti hanno sviluppato sotto l’influsso greco, ma anche in autonomia. Poi prevalse l’area portuale, la città vi si andò concentrando e vi realizzò un eccezionale sviluppo. Ma le radici di Bari sono Ceglie”. Sabatino Moscati. La presenza di elementi di costruzioni romane con tre diverse tipologie di tecniche costruttive lascia immaginare una costruzione primordiale di grande importanza.

Il Castello presenta come caratteristica principale proprio il fatto di essere un compendium degli stili architettonici e degli interventi che si sono stratificati nei secoli e che lo hanno plasmato secondo le caratteristiche architettoniche e costruttive dei vari periodi scandendo così le varie dominazione, a partire dai resti romani del I secolo a.C. fino agli adeguamenti strutturali di epoca normanna e angioina.

L’architettura angioina, caratteristica proprio dell’Italia meridionale, si materializza con la torre cilindrica e con le mura a scarpa sulle quali svettano ariosi archi, dai quali si intravedono i rami degli alberi presenti nel giardino pensile, manifesto degli antichi splendori e della successione storico-artistica del complesso feudale. Gli ingressi al Castello erano più di uno, poiché da ognuno di essi si entrava in una determinata ala della complessa struttura feudale, costituita da diverse zone caratterizzate da specifiche destinazioni d’uso: infatti, se l’ingresso principale di Piazza Castello consentiva l’accesso alle due torri, gli altri ingressi portavano alle cucine, al forno, al giardino pensile, alla torre di guardia e alle scuderie.

Le Giornate FAI di Autunno sono una grande festa per far conoscere al grande pubblico il cuore di Kailia, la località definita “la madre di Bari” facendo prendere coscienza della stratificazione degli stili che raccontano la storia di popoli, civiltà, e tecniche costruttive.

 

Orario visite sabato e domenica: dalle 10.00 alle 20.00 (ultima visita ore 19.00)

Contributo libero

 

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