Diecimilaquattrocentosettantatré. È il numero delle denunce di infortunio registrate nel 2025 nella provincia di Bari. Un dato che, da solo, restituisce la dimensione di un fenomeno che continua a interessare migliaia di lavoratori e che torna a interrogare il territorio sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il bilancio dell’INAIL, contenuto nella Relazione annuale 2025, racconta una situazione tutt’altro che semplice. In Puglia le denunce complessive di infortunio sono state 27.973, in leggero calo rispetto alle 28.154 del 2024. Ma dietro quella diminuzione dello 0,64 per cento si nascondono numeri che meritano una lettura più attenta.
Nel corso dell’anno sono stati 71 i lavoratori pugliesi che hanno perso la vita in un infortunio, contro i 74 del 2024. Il dato complessivo scende, ma aumenta in maniera significativa il numero degli eventi mortali avvenuti direttamente durante il lavoro: gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono cresciuti del 28,89 per cento. Al contrario, quelli avvenuti nel tragitto casa-lavoro e lavoro-casa sono diminuiti sensibilmente, passando da 29 a 13.
E Bari non fa eccezione. Nel territorio provinciale le denunce sono passate dalle 10.266 del 2024 alle 10.473 del 2025. Un aumento che, seppur contenuto, va nella direzione opposta rispetto al dato regionale complessivo. Ancora più significativo è il numero degli incidenti mortali: 18 nel 2025, contro i 14 dell’anno precedente.
C’è poi un altro dato che racconta una parte meno visibile del problema: quello delle malattie professionali. In Puglia le denunce sono state 11.198 nel 2025, il 23 per cento in più rispetto alle 9.104 dell’anno precedente. A livello nazionale l’INAIL ha registrato 98.312 denunce, il dato più alto degli ultimi 26 anni. L’Istituto precisa però che l’aumento non indica necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro: può essere legato anche alla maggiore emersione delle patologie, alla crescita della consapevolezza dei lavoratori e a una più puntuale richiesta di tutela.
Il quadro barese è ancora più evidente. Le denunce di malattia professionale sono salite da 1.691 nel 2024 a 2.293 nel 2025. Sono 602 casi in più in un solo anno. Un incremento che porta la provincia a rappresentare una parte importante del fenomeno regionale.
Numeri che non possono essere letti soltanto attraverso le percentuali. Dietro ogni denuncia c’è una persona che ha subito le conseguenze di un incidente o di una patologia legata al lavoro. E dietro ogni caso mortale c’è una famiglia che ha dovuto affrontare una perdita.
Anche per questo il dato regionale merita attenzione proprio nella sua apparente contraddizione: gli infortuni complessivi diminuiscono leggermente, ma quelli mortali avvenuti durante il lavoro aumentano. E mentre si registra una riduzione degli incidenti mortali in itinere, cresce il numero delle denunce per malattia professionale.
Non è quindi sufficiente fermarsi al dato generale e parlare di un lieve miglioramento. La sicurezza sul lavoro continua a rappresentare una questione aperta, che riguarda imprese, lavoratori, istituzioni e formazione. L’INAIL Puglia ha individuato tra i settori maggiormente interessati agricoltura e costruzioni, due comparti nei quali la prevenzione resta particolarmente importante.
La fotografia del 2025 non consegna dunque una Puglia semplicemente più sicura o più pericolosa. Consegna piuttosto una regione nella quale il fenomeno cambia forma e continua a chiedere attenzione. A Bari, con oltre diecimila denunce di infortunio e 18 casi mortali in un anno, il tema è tutt’altro che astratto.