Parte del soffitto sarebbe crollata e alcuni locali si sarebbero allagati al Policlinico di Bari, nella palazzina ex Neurologia, oggi destinata agli ambulatori del Centro Prelievi e Vaccinazioni. A denunciarlo è Luigi Cipriani, segretario della GIL-Sanità, che ha inviato una nota alla direzione generale, amministrativa e sanitaria dell’azienda ospedaliera e, per conoscenza, all’assessore regionale alla Salute. Secondo quanto segnalato dal sindacato, l’episodio si sarebbe verificato in seguito alle forti piogge degli scorsi giorni e avrebbe interessato alcuni ambienti situati al piano interrato della struttura. Secondo la GIL-Sanità si tratta di un “fatto grave che impone accertamenti sulle condizioni di sicurezza dei locali”.
“Com’è possibile che una struttura appena ristrutturata e collaudata presenti criticità tanto gravi da determinare il crollo di parte del soffitto e l’allagamento degli ambulatori in occasione di precipitazioni piovose? Quali verifiche sono state effettuate prima della consegna dei locali e chi ha certificato la regolare esecuzione dei lavori?”, chiede Cipriani in un post pubblicato anche sui socia. “Questa volta, fortunatamente, non ci è scappato il morto”, prosegue, “ma non possiamo attendere che si verifichi una tragedia per intervenire sulla sicurezza delle strutture sanitarie”.
Alla luce dell’accaduto, il sindacato chiede di attivare con urgenza una verifica sulle cause del cedimento e delle infiltrazioni d’acqua. Sollecitato anche l’accertamento delle condizioni di sicurezza e agibilità dei locali interessati, a tutela di lavoratori e utenti. Nella nota si chiede inoltre di verificare la regolarità dei lavori di ristrutturazione eseguiti, acquisendo la documentazione relativa al collaudo finale, e di accertare eventuali carenze progettuali, esecutive, manutentive o nei controlli effettuati. Ingine, la GIL-Sanità chiede anche che, qualora dovessero emergere elementi riconducibili a possibili responsabilità, gli atti vengano trasmessi alla Procura della Repubblica competente per le valutazioni di legge.
“La sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari non può essere affidata alla fortuna. È necessario fare piena luce su quanto accaduto, individuare le cause e accertare eventuali responsabilità. Una struttura sanitaria recentemente ristrutturata deve offrire garanzie di sicurezza, non diventare motivo di preoccupazione per chi vi lavora e per chi vi si reca per ricevere assistenza”, conclude Cipriani.