A Bari l’emergenza abitativa continua a pesare sulle famiglie. Nel 2025 sono state registrate 2.992 richieste di esecuzione di sfratto e 380 sfratti eseguiti con l’assistenza della forza pubblica, con un incremento del 3,83% rispetto all’anno precedente. A rilanciare l’allarme è il Sunia Puglia, sulla base dei dati pubblicati dal Ministero dell’Interno sugli sfratti convalidati e sulle esecuzioni effettuate nel corso del 2025. Numeri che, secondo il sindacato degli inquilini, confermano una crisi sempre più difficile da gestire per i Comuni e per le famiglie.
Il dato barese si inserisce in un quadro regionale pesante: in Puglia, nel 2025, sono stati convalidati 2.660 sfratti, di cui 1.487 per morosità. Rispetto al 2024, il Sunia segnala un aumento del 6,52% a Bari e dell’8,81% nella provincia di Barletta-Andria-Trani. A preoccupare è soprattutto la crescita degli sfratti per finita locazione, passati in Puglia dai 513 del 2024 ai 1.173 del 2025.
“Gli sfratti per finita locazione sono richiesti da proprietari che, nell’inseguire la maggiore rendita, destineranno l’immobile alla locazione breve o al b&b, con la conseguente espulsione delle famiglie dalle città”, dichiara Nicola Zambetti, segretario generale del Sunia Puglia. Secondo Zambetti, il tema non riguarda solo i singoli nuclei familiari, ma il futuro stesso delle città. “Le città sono state pensate e costruite per aggregare, socializzare e dare servizi alle famiglie, creando economia di vicinato”, afferma. “Gli interventi fiscali a favore della locazione breve hanno creato condomìni e pezzi di città insicuri e costi della casa più alti, anche per le famiglie proprietarie dell’alloggio in cui vivono”.
Da qui la richiesta di un intervento urgente del Governo sul settore delle locazioni brevi. “La proprietà non può continuare a operare senza regole. Essere proprietari non significa poterla utilizzare contro gli interessi della collettività. La proprietà, come dice la Costituzione, deve svolgere una funzione sociale”, aggiunge Zambetti. Il quadro regionale conferma la pressione sul sistema abitativo. In tutta la Puglia sono state presentate 4.845 richieste di esecuzione, mentre 758 sfratti sono stati eseguiti con l’assistenza della forza pubblica. Dopo Bari, nella provincia Bat si contano 725 richieste di esecuzione e 156 sfratti eseguiti. A Lecce le richieste sono 367 e le esecuzioni 98, a Brindisi 395 richieste e 25 esecuzioni, a Foggia 366 richieste e 99 esecuzioni.
“Per le famiglie non vi è più un mercato delle locazioni. L’esecuzione degli sfratti è un dramma sociale che i Comuni, lasciati soli dal Governo, devono gestire senza mezzi e risorse”, sottolinea Zambetti. In questo scenario, il Sunia richiama il ruolo delle agenzie sociali per la casa. La Regione Puglia ha messo a disposizione dei Comuni oltre due milioni di euro per la costituzione di agenzie sociali per l’affitto, con ambiti di intervento comunali o intercomunali. Il modello indicato è quello di Bari, dove opera attualmente l’unica agenzia sociale per la casa della Puglia.
“A Bari l’agenzia sociale funziona e ha regolamentato la gestione delle assegnazioni in emergenza”, spiega Zambetti. “Dà informazioni a proprietari e inquilini su come accedere alle agevolazioni comunali con i canoni concordati e, solo negli ultimi dieci mesi, ha assistito l’ufficio comunale nell’assegnare dalla graduatoria vigente circa 100 alloggi di edilizia pubblica che si sono liberati”. Per il Sunia, però, le agenzie sociali non bastano da sole a risolvere la crisi abitativa. Possono contribuire a ridurre il numero degli alloggi sfitti e a favorire contratti più stabili, ma servono interventi strutturali. “Per combattere il forte disagio abitativo che affligge ormai tutte le fasce sociali del Paese sono necessari interventi di riforma del sistema fiscale delle locazioni, del catasto, dei salari e del mercato del lavoro. Con l’aumento dell’inflazione e i salari bloccati da anni, i canoni sono insostenibili per tutti i ceti sociali”, conclude.
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