Il Presidente Francesco Logrieco e il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani esprimono la più ferma condanna e il più profondo sdegno per la brutale aggressione subita a Trani ieri 13 ottobre 2026 dall’Avv. Patrizia Alboreo, e dal consulente tecnico di parte dott. Maurizio Steccari. Entrambi sono stati aggrediti e malmenati brutalmente, mentre si svolgevano operazioni di esecuzione in forma specifica alla presenza dell’Ufficiale Giudiziario e del Perito d’ufficio.
“All’Avv. Alboreo e al dott. Steccari va la sincera e affettuosa vicinanza dell’intera Avvocatura tranese, con l’augurio di una pronta e completa ripresa. Quanto accaduto non è un episodio che riguarda soltanto le persone colpite. È un attacco alla funzione difensiva, alla dignità della professione forense e allo stesso funzionamento della giustizia. L’Avvocata e il consulente si trovavano sul posto nell’esercizio del loro ruolo e nell’ambito di un’attività esecutiva disposta in forza di un titolo e svolta sotto la direzione di un pubblico ufficiale. L’esecuzione forzata è il momento in cui la tutela giurisdizionale dei diritti diventa effettiva. Ostacolarla con la violenza significa negare il valore stesso delle decisioni dell’autorità giudiziaria e della legalità – si legge in una nota – Nessuna ragione, nessuna condizione personale o sociale e nessun conflitto può giustificare il ricorso alla violenza contro chi esercita la propria professione o la propria funzione. L’Avvocato non è la controparte da colpire. È il garante del corretto esercizio dei diritti di tutti, compresi quelli di chi subisce l’esecuzione”.
Il Consiglio confida che le autorità competenti accertino i fatti e le responsabilità con rigore e tempestività, nel pieno rispetto delle garanzie processuali.
Il Consiglio dell’Ordine, inoltre:
–rinnova l’allarme per il ripetersi di episodi di violenza ai danni di avvocati, consulenti e operatori della giustizia, in particolare nel corso delle procedure esecutive;
–chiede alle Autorità di pubblica sicurezza, al Presidente del Tribunale e al Dirigente dell’Ufficio NEP l’adozione di protocolli condivisi che assicurino, negli accessi a rischio, l’assistenza preventiva e adeguata della forza pubblica;
–si riserva di intraprendere ogni iniziativa a tutela della dignità e del decoro della professione e dei propri iscritti, compresa la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale;
–sollecita il Consiglio Nazionale Forense e l’Organismo Congressuale Forense a rilanciare con forza, nelle sedi istituzionali, il tema della sicurezza degli avvocati nell’esercizio delle loro funzioni.