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Crisi dell’olio pugliese, il Comune di Bari chiede aiuti straordinari e controlli sui prodotti in vendita

Il Consiglio comunale approva all’unanimità la richiesta di aiuti straordinari

Pubblicato da: redazione | Gio, 15 Ottobre 2026 - 17:30
Leccese consiglio

Il calo delle quotazioni, il blocco delle vendite e le difficoltà economiche delle imprese mettono a rischio il comparto olivicolo-oleario pugliese. Per questo il Consiglio comunale di Bari ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, firmato dal sindaco Vito Leccese e sottoscritto da tutti i consiglieri comunali, per sollecitare il Governo nazionale e la Regione Puglia a dichiarare lo stato di crisi del settore e ad adottare misure straordinarie a sostegno delle imprese e dei produttori agricoli.

La situazione riguarda in particolare il territorio metropolitano di Bari e la provincia BAT, che rappresentano il principale polo nazionale per la trasformazione delle olive e la produzione di olio extravergine. Tra i fattori indicati nel documento figurano le massicce importazioni di olio da Paesi extracomunitari, anche a dazio zero, la scarsa trasparenza degli scambi commerciali e le difficoltà legate all’etichettatura e alla riconoscibilità della provenienza del prodotto.

A pesare sul comparto è soprattutto la diminuzione delle quotazioni dell’olio extravergine di oliva, passate da oltre 9 euro al chilogrammo all’inizio della campagna 2025/2026 a circa 4 euro al chilogrammo nel settembre scorso. Un prezzo inferiore ai costi di produzione e trasformazione, stimati in circa 6,50 euro al chilogrammo.

Tra febbraio e settembre 2026, il sostanziale blocco delle vendite ha costretto cooperative, organizzazioni di produttori e frantoi industriali a svendere le giacenze per liberare i silos in vista della nuova raccolta. Per il solo sistema molitorio pugliese, la perdita di liquidità è stata stimata in circa 150 milioni di euro.

Le difficoltà arrivano alla vigilia della campagna 2026/2027 e rischiano di compromettere la capacità delle imprese di sostenere le spese per energia e personale, oltre che di acquistare le olive dai produttori agricoli, con possibili conseguenze sull’intera filiera.

L’ordine del giorno chiede al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e alla Regione Puglia di attivare strumenti straordinari di sostegno economico. Tra le proposte ci sono forme di credito agevolato fino a 300mila euro per i frantoi industriali e 50mila euro per quelli agricoli, una moratoria bancaria sui finanziamenti in essere e linee di credito a tasso zero per affrontare la nuova campagna e garantire il pagamento delle olive conferite dagli agricoltori.

Il documento propone anche di attivare il pegno rotativo, che permetterebbe ai frantoi di utilizzare l’olio stoccato come garanzia per ottenere liquidità, e di chiedere alla Commissione europea l’attivazione della misura dell’ammasso privato.

Accanto agli interventi economici, il Comune sollecita un patto straordinario per l’olio extravergine italiano, la revisione delle norme sull’etichettatura e sulle importazioni a dazio zero dai Paesi extracomunitari e condizioni di reciprocità negli standard produttivi e nei controlli sui prodotti provenienti da Paesi terzi. Tra le richieste figura anche un patto etico con la grande distribuzione organizzata, per contrastare l’utilizzo dell’olio extravergine italiano come prodotto sottocosto e valorizzare la tracciabilità della produzione pugliese. Il documento chiede inoltre di rimodulare le proposte di revisione della Politica agricola comune a tutela dell’olivicoltura e delle colture mediterranee.

«Il comparto olivicolo-oleario rappresenta una componente fondamentale dell’economia pugliese, da cui dipendono migliaia di imprese e famiglie – dichiara il sindaco Vito Leccese -. Non possiamo permettere che un patrimonio produttivo di questa importanza venga compromesso da dinamiche di mercato che costringono i produttori a vendere sottocosto e mettono a rischio la sopravvivenza delle imprese. Occorrono interventi immediati per garantire liquidità alla filiera, ma anche regole più trasparenti sulla provenienza dei prodotti e condizioni di concorrenza eque. La tutela dell’olio pugliese è una questione economica, occupazionale e di salvaguardia delle nostre produzioni di qualità. Su questo chiediamo al Governo e alla Regione un’assunzione di responsabilità e risposte concrete».

Parallelamente, Leccese ha chiesto alla Direzione generale della ASL di avviare controlli specifici sugli oli commercializzati negli esercizi di vendita al dettaglio. Questa mattina si è riunito il primo tavolo operativo per predisporre le verifiche sull’eventuale presenza di residui di fitofarmaci negli oli in commercio.

L’intenzione è estendere le verifiche coinvolgendo anche gli altri organismi competenti in materia di controlli antifrode, per approfondire gli aspetti legati alla tracciabilità dei prodotti e accertare l’effettiva provenienza delle olive utilizzate per la produzione degli oli commercializzati. L’obiettivo è rafforzare la tutela dei consumatori, garantire maggiore trasparenza del mercato e salvaguardare le produzioni locali dalla concorrenza sleale.

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