Un decennio di rincari che ha pesato sulle tasche delle famiglie, con una crescita complessiva delle spese tra bollette, carburanti e alimentari stimata al +36%. Sono i dati nazionali emersi dall’Osservatorio “Cara Italia”, realizzato da Consumerismo No Profit e Facile.it sul periodo 2015-2025. Una situazione che Consumerismo Bari porta all’attenzione del territorio per il forte impatto che registra sui comuni della provincia e sui tantissimi lavoratori pendolari dell’area metropolitana.
I numeri mostrano aumenti consistenti: l’energia elettrica è salita del 22%, mentre il gas ha registrato un balzo del 64%, passando da una media di 1.064 euro a oltre 1.740 euro annui. Sul fronte alimentare, i rincari vedono il caffè tostato a +73%, l’olio extravergine d’oliva a +65% (con un prezzo medio di 7,42 euro al litro), i pomodori a +50% e la pasta di semola a +40%. A fronte di ciò, l’Ocse rileva che i redditi lordi nominali sono cresciuti del 18%, ma a causa dell’inflazione i salari reali e il potere d’acquisto effettivo sono calati del 4%. Ai rincari del decennio si aggiungono quelli dei primi nove mesi del 2026, con la benzina al +7% e il diesel al +20% rispetto allo scorso anno.
“Gli stipendi sono saliti del 18%, ma quelli veri, quelli che si misurano alla cassa del supermercato, sono scesi del 4% – commenta Raffaella Lauciello, delegata per il Comune di Bari di Consumerismo No Profit – In dieci anni siamo riusciti nell’impresa di diventare più ricchi sulla carta e più poveri nel carrello. Un capolavoro, se non fosse che a pagarlo sono sempre gli stessi. Prendiamo il gas: 677 euro in più all’anno per scaldare la stessa casa. Prendiamo l’olio a 7,42 euro al litro, che in una regione che ne produce quanto la Puglia dovrebbe essere un fatto di famiglia e invece è diventato un bene da custodire come un gioiello”.
Lauciello analizza anche l’impatto sulla mobilità provinciale: “Il diesel nel 2026 ha già messo a segno un altro +20%. Chi vive a Bari sa che la città si regge sui pendolari: ogni mattina arrivano da tutta la provincia, e ogni pieno pesa sul loro stipendio più di quanto pesasse dodici mesi fa. Noi non ci limitiamo a indignarci. Attiviamo uno sportello di orientamento sulle bollette, andiamo a guardare i passaggi di filiera dove i prezzi si gonfiano e chiediamo alle istituzioni locali misure concrete di sostegno per le famiglie, non l’ennesimo convegno sul caro-vita”.