I blocchi stradali a Taranto sono stati rimossi, ma resta l’incertezza sui tempi necessari per superare l’emergenza carburante a Bari dove l’allarme resta, solo poco fa alcuni lettori hanno segnalato criticità da via Fanelli dove ci sono lunghe file in attesa per accaparrarsi la benzina in uno dei distributori che, secondo quanto segnalato, non è rimasto a secco. Dopo cinque giorni di approvvigionamenti interrotti a preoccupare adesso sono soprattutto le scorte destinate ai servizi essenziali: meno di una settimana di autonomia per la raccolta dei rifiuti e appena cinque o sei giorni per il trasporto pubblico locale. È l’allarme lanciato dal sindaco Vito Leccese, nonostante la notizia degli accessi alla raffineria Eni liberati non nasconde la preoccupazione per le possibili criticità e per la situazione che sta attraversando il paese.
“Quando il prezzo del carburante diventa insostenibile, a pagare il conto sono i lavoratori, le imprese e, alla fine, i cittadini – ha dichiarato Leccese – “è quello che stanno vivendo in queste ore gli autotrasportatori e gli agricoltori, alle prese con costi che mettono a rischio la loro attività e la possibilità stessa di andare avanti. La sospensione dei blocchi stradali non arresta l’emergenza. La crisi degli approvvigionamenti di questi ultimi giorni è la dimostrazione di una situazione ancora critica. Le lunghe file di automobilisti davanti alle stazioni di servizio, i cartelli con la scritta ‘carburante esaurito’ esposti in tanti distributori e le difficoltà nella circolazione delle merci sono immagini che restituiscono la gravità di quanto sia accaduto. Da sindaco, guardo con particolare preoccupazione alle conseguenze che questa situazione può avere sulla vita quotidiana delle nostre città laddove l’emergenza non dovesse rientrare. I cantieri pubblici rischiano di fermarsi, le imprese faticano a sostenere i costi e anche i servizi essenziali sono concretamente a rischio. Per fare un esempio, nella nostra città abbiamo meno di una settimana di autonomia per la raccolta dei rifiuti e appena cinque o sei giorni per il trasporto pubblico locale. Nell’area metropolitana ci sono già Comuni nei quali le società incaricate della raccolta dei rifiuti hanno comunicato di non essere nelle condizioni di garantire la regolarità del servizio. Di fronte a uno scenario così preoccupante, non possiamo attendere il prossimo 27 ottobre per i tavoli di confronto. Undici giorni sono un’eternità per chi rischia di dover interrompere servizi indispensabili nel giro di poche ore. Per questo rivolgo un appello al Governo affinché intervenga immediatamente, individuando soluzioni che consentano di ripristinare gli approvvigionamenti e garantire la continuità dei servizi essenziali. Allo stesso tempo, si valuti una misura temporanea sulle accise che dia respiro a chi lavora e a chi ogni giorno garantisce servizi indispensabili. È fondamentale che la voce dei Comuni arrivi con chiarezza al Governo e che si lavori insieme per individuare misure immediate, concrete ed efficaci. Il tempo a disposizione si sta esaurendo, esattamente come le scorte di carburante. Aspettare non è una soluzione: le città hanno bisogno di risposte, e ne hanno bisogno adesso”, conclude.