È partita alle ore 7 di questa mattina, martedì 20 ottobre, una massiccia manifestazione di protesta promossa dal comparto agricolo e dell’autotrasporto di Bitonto. I manifestanti si sono dati appuntamento prima dell’alba tra la strada provinciale 231 e via Palombaio. Da lì, un lungo serpentone di trattori, camion e mezzi di lavoro si è diretto verso il centro cittadino, transitando lungo le principali arterie urbane come via Imperatore Antonino e via Ammiraglio Vacca, provocando inevitabili rallentamenti alla circolazione stradale.
La mobilitazione, nata per accendere i riflettori su una crisi economica diventata ormai insostenibile, punta il dito contro il caro vita generale e l’aumento dei costi delle materie prime, a partire dal gasolio e dai concimi. A soffrire enormemente è il settore olivicolo, pilastro dell’economia bitontina. I produttori denunciano un calo drastico del prezzo dell’olio all’ingrosso, che sta registrando un dimezzamento netto dei ricavi a fronte di spese di gestione sempre più elevate. “Non chiediamo elemosina, chiediamo dignità” e “Basta promesse, servono risposte” sono solo alcuni degli striscioni esposti lungo la carreggiata e sui mezzi agricoli dai lavoratori scesi in piazza.
Intorno alle ore 9, il corteo ha raggiunto la sede del Municipio in piazza Aldo Moro. Mentre i mezzi pesanti sono stati parcheggiati lungo corso Vittorio Emanuele, un presidio fisso davanti a Palazzo di Città è stato programmato per l’intera giornata. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dalle istituzioni locali per presentare le rivendicazioni del comparto e chiedere interventi immediati a tutela del lavoro. Gli organizzatori della protesta hanno esteso l’invito a incrociare le braccia e a scendere in piazza anche a commercianti, artigiani, studenti e semplici cittadini, definendo la crisi agricola un problema sociale che rischia di impoverire l’intero tessuto produttivo del territorio.