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Dallo sciopero alla Barilla alle proteste degli agricoltori: mobilitazioni nel Barese e imprese a rischio paralisi

Ad Altamura i dipendenti chiedono garanzie occupazionali dopo l'annunciata cessione dello stabilimento. Presidi anche a Trani e Andria

Pubblicato da: redazione | Mer, 21 Ottobre 2026 - 15:53
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Scioperi, presidi e proteste tra Bari e la Bat, mentre le imprese denunciano difficoltà crescenti legate al caro carburanti e al blocco delle merci. Dallo stabilimento Barilla di Altamura, dove i dipendenti chiedono garanzie sul futuro occupazionale, alle mobilitazioni degli agricoltori a Trani e Andria, prosegue una giornata di tensione su più fronti. Vertenza industriale, crisi agricola e difficoltà dell’autotrasporto sono questioni distinte, ma contribuiscono ad alimentare le preoccupazioni sulla tenuta economica del territorio.

Ad Altamura sono 18 i dipendenti dello stabilimento Barilla che hanno proclamato otto ore di sciopero, articolate su tre turni fino alle 6 di domani mattina. Al centro della protesta c’è la prevista cessione del sito produttivo a un altro gruppo industriale pugliese, sulla quale i lavoratori chiedono maggiore chiarezza e precise garanzie occupazionali. Davanti allo stabilimento è stato organizzato un presidio al quale partecipano anche il segretario della Fai Cisl Bari, Enzo Cinquepalmi, il segretario comunale della Usc Cisl Altamura, Franco Sideri, e i rappresentanti sindacali Biagio Massari, Giuseppe Basile e Qose Stela.

“I lavoratori chiedono risposte precise: che fine faranno? Quale sarà il loro futuro? Quali garanzie saranno assicurate per l’occupazione e per lo stabilimento di Altamura?”, denuncia la Fai Cisl. Il sindacato chiede a Barilla di riaprire il confronto sulla cessione, coinvolgendo direttamente i dipendenti nelle decisioni che riguardano il loro futuro. “Non si può decidere il futuro di lavoratrici e lavoratori senza coinvolgerli e senza fornire loro garanzie concrete”, sottolinea la Fai Cisl, ribadendo la volontà di proseguire la mobilitazione fino all’ottenimento di risposte. Intanto, sul fronte dell’autotrasporto, arriva un nuovo allarme dal mondo industriale. In una nota congiunta, Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani e le associazioni degli industriali delle province campane chiedono interventi immediati per superare i blocchi che stanno ostacolando l’approvvigionamento delle aziende.

“La vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate. L’attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti”, denunciano le associazioni imprenditoriali. Secondo gli industriali, il protrarsi della situazione rischia di provocare conseguenze sempre più pesanti non soltanto per le imprese, ma anche per i consumatori e per alcuni servizi pubblici essenziali. “Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese, già rilevanti, diventeranno insostenibili”, si legge nella nota, che richiama la necessità di una soluzione alla crisi dei trasporti nell’intero Mezzogiorno. Le difficoltà legate ai costi del carburante e dell’energia sono anche al centro delle proteste degli agricoltori, che continuano a mobilitarsi nella provincia di Barletta-Andria-Trani. A Trani, lungo via Mucci, alcuni produttori agricoli sono in presidio con i propri mezzi, esponendo cartelli per invitare i cittadini a unirsi alla protesta. “Fermati cinque minuti e protesta con noi”, è l’appello rivolto agli automobilisti e ai passanti.

La mobilitazione riguarda il caro carburanti, l’aumento dei costi energetici e le elevate giacenze di olio, che preoccupano i produttori alla vigilia della nuova campagna olivicola. “La circolazione è scorrevole, qualche minimo rallentamento ma solo per dire alla gente che noi siamo qui per farci ascoltare, per avere delle risposte, delle soluzioni ai problemi del nostro comparto”, spiega Carlo Nuzzolese, organizzatore della protesta. Il quadro descritto dagli agricoltori è particolarmente critico. “Tra poco faremo la fame”, afferma Nuzzolese, aggiungendo che affrontare una nuova raccolta nelle attuali condizioni economiche rischia di compromettere ulteriormente la sostenibilità delle aziende. I manifestanti annunciano l’intenzione di organizzare un corteo per le strade di Trani, chiedendo il coinvolgimento delle istituzioni locali, dei commercianti e delle altre realtà cittadine. Tra le ipotesi anche nuove iniziative a Bari e Roma, per portare le rivendicazioni all’attenzione delle istituzioni regionali e nazionali. Nel pomeriggio è prevista un’ulteriore mobilitazione ad Andria, dove la sindaca Giovanna Bruno ha rivolto un appello alla partecipazione a cittadini, associazioni, scuole, commercianti e realtà del Terzo settore.

“Essere comunità ci impegna a partecipare perché la difficoltà di uno solo di noi, può diventare la precarietà di una intera città”, sottolinea la prima cittadina, invitando a sostenere le rivendicazioni del settore agricolo e dell’autotrasporto. Le mobilitazioni si sviluppano dunque su fronti differenti, ma restituiscono un quadro di crescente preoccupazione per il lavoro e le attività produttive pugliesi.

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