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Patty Pravo, da ragazza del Piper a icona androgina

Pubblicato da: Ylenia Bisceglie | Dom, 5 Settembre 2021 - 13:00
foto danielbianchi wikimedia commons

Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Pensiero Stupendo”.  Fuori dalle righe e fuori dal tempo. Si potrebbe così iniziare a descrivere una delle icone della musica leggera italiana: Patty Pravo. Donna dall’animo giovane e ribelle, indubbiamente eccentrica. I numeri potrebbero parlare al suo posto: oltre 110 milioni di dischi venduti, 5 mariti e una popolarità senza fine. Una vita controcorrente, nella quale mantiene sempre classe ed eleganza, un po’ “La Bambola”, quella di una delle sue più note canzoni.

“La ragazza del Piper”. È proprio in quella “balera” che negli anni ‘60 Patty Pravo inizia a cantare, che fa ascoltare al piccolo pubblico la sua voce, tanto intima quanto scarna. Ma Patty Pravo non è solo la ragazza del Piper, è molto di più. È simbolo di un’epoca coraggiosa, di voglia di libertà, di femminilità fuori da ogni forma di conformismo. Un’ estetica singolare, complessa, provocatoria, che l’ha portata ad essere modello per intere generazioni di donne.

Nel 1966 il suo esordio sul palco di uno show tv con smoking nero di Yves Saint Laurent. Sorprendente. Una giovane appena diciottenne canta “Ragazzo triste” e in modo assolutamente naturale riesce ad imporre il suo credo beat e il suo personaggio nel panorama della musica italiana. Sì, perché oltre che la sua musica, il pubblico ama il suo personaggio, così inafferrabile e provocatorio, un mix lontano da ogni cliché. Sopra ogni tendenza, ama giocare con il proprio look, talvolta femminile e sensuale, altre volte maschile ma portato a pelle nuda, noncurante delle possibili censure, esclusivamente per il gusto di piacere a sé stessa.

Diversi tra i più grandi stilisti, come Versace, Pucci e Cavalli si sono interessati alla cantante veneta, al suo fascino androgino, fino a creare per lei. Una donna strana per un’Italia non ancora abituata ad un seno nudo, ad una minigonna in tv, ad una donna che cantava di maschilismo, ribellione, aborto e amore promiscuo.

Immancabile nel suo look la chioma biondissima, spesso portata all’indietro nella parte frontale. Viso pallido, sguardo languido dato da ciglia infinitamente lunghe, eyeliner e ombretto scuro, sopracciglia quasi invisibili. Ci piace definire il suo uno pregiudicato anticonformismo. Inconfondibile ed indimenticabile.

(foto wikimedia)

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