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Bagnini pagati 2 euro l’ora, Cgil Bari: “Il brand turistico non può reggersi sullo sfruttamento”

Dopo l’inchiesta sul lido, il sindacato denuncia un sistema distorto che comprimerebbe salari, diritti e sicurezza

Pubblicato da: redazione | Mer, 12 Agosto 2026 - 15:26
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Bagnini pagati anche 2 euro l’ora in un lido di Bari. Dopo l’inchiesta della Guardia di finanza che ha portato a quattro indagati per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera, interviene la Cgil metropolitana di Bari, che parla di un caso simbolico di un sistema distorto del lavoro legato anche alla crescita turistica della città. A intervenire è il segretario generale Domenico Ficco, che richiama il tema delle “due Bari”: da una parte la città che cresce sul piano turistico, dall’altra chi lavora in condizioni considerate non dignitose.

“Quando insistiamo nel parlare delle due Bari, l’esempio dei bagnini pagati anche 2 euro l’ora da una società che aveva in gestione il lido dell’Aqp è paradigmatico di come da una parte c’è chi si sta arricchendo sulla forte crescita del brand turistico della città, dall’altra – quasi sempre i lavoratori e le lavoratrici – c’è chi paga un prezzo al sistema distorto di fare impresa”, dichiara Ficco. Per la Cgil, il problema non riguarderebbe solo l’agricoltura, settore tradizionalmente associato al caporalato, ma un perimetro molto più ampio, che investe anche turismo, servizi, ristorazione e attività accessorie. Si tratta, prosegue Ficco, di un sistema “molto più diffuso del perimetro del settore primario, che comprime diritti, salari, norme sulla sicurezza”.

Il caso del lido Aqp, secondo il sindacato, non sarebbe un episodio isolato. “Non è purtroppo l’unico in un settore segnato da altissimi tassi di evasione contrattuale, previdenziale, fiscale”, afferma il segretario della Cgil metropolitana. Ficco punta il dito anche contro il depotenziamento degli organismi di controllo e delle strutture chiamate a vigilare su lavoro, sicurezza e prevenzione. “Questo accade quando si disinveste sugli organismi ispettivi, si taglia risorse alle Asl e alle strutture preposte al controllo di prevenzione, quando nel discorso pubblico caro alle destre il lavoro è mero strumento al servizio del profitto, e non mezzo per uomini e donne per emanciparsi, costruire percorsi di vita dignitosi, autonomi e indipendenti”.

La Cgil chiede quindi di aprire un confronto serio sulla qualità del lavoro nei settori trainati dalla crescita della città, a partire dal turismo. “Il brand turistico Bari – conclude Ficco – dai lidi ai bed and breakfast passando per ristoranti e ogni altro servizio accessorio, non è una cartolina della quale vantarsi se costruito sullo sfruttamento del lavoro”. Poi l’appello finale: “Basta fingere che tutto questo sia episodico e allora sì: avviamo un confronto serio e serrato sullo sviluppo e sulla qualità del lavoro in questo territorio: nel turismo, come nei trasporti, nella logistica, nell’edilizia, in ogni settore. Perché parlare di crescita e ricchezza quando c’è chi per lavorare prende 2 euro l’ora dovrebbe far vergognare tutti”, ha concluso. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per le persone coinvolte resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Foto repertorio

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