BARI – Aprono dopo e chiudono prima. Gli spazi universitari, a causa dei tagli che l’Ateneo ha dovuto apportare al bando sul portierato, a partire dal primo aprile subiranno una drastica riduzione negli orari di accesso. Alcuni esempi: il Polifunzionale del Policlinico mentre nel vecchio appalto, anno 2013, apriva alle 7 e chiudeva alle 21, adesso aprirà alle 8 e chiuderà alle 20; le aule mediche sempre al Policlinico prima aprivano alle 8 e chiudevano alle 20, adesso chiuderanno alle 19. Ancora: Medicina Veterinaria chiuderà un’ora prima, non più alle 21 ma alle 20, le aule di Scienze al Campus chiuderanno alle 19 e non più alle 20.

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Del nuovo appalto se ne parlerà venerdì durante il cda dell’Università di Bari, che si insedierà per la prima volta con i nuovi componenti (ad eccezione delle rappresentanze studentesche che restano le stesse). E ieri la coalizione Up ha inviato una nota al rettore Antonio Uricchio per chiedere di utilizzare il ribasso d’asta per implementare gli orari di apertura dei plessi: estendere l’apertura del palazzo delle ex Poste dalle 21 alle 22 dal lunedì al giovedì e dalle 20 alle 21 il venerdì; anticipare dalle 8 alle 7 e 30 dal lunedì al venerdì l’apertura della scuola di Medicina e posticipare la chiusura alle 20 e 30 dal lunedì al giovedì e dalle 19 alle 19 e 30 il venerdì. La coalizione Up chiede anche l’eventuale estensione oraria per la sede del dipartimento Ionico (Caserma Rossarol a Taranto) e per i dipartimenti di Economia e del Campus.

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“Più in generale – scrivono Carlo De Matteis, Michele Labianca, Guendalina Peconio, Mirco Vacca, Antonio Servadio, Stefano Basoni e  Vito Gassi – chiediamo di acquisire tali richieste e, laddove si riscontrassero problematiche nell’attuazione, discuterne con i rappresentanti degli studenti stessi, che ben conoscono le necessità della comunità studentesca, principale fruitrice dei servizi specialmente nella fascia pomeridiana”. Gli studenti, nella lettera, sottolineano l’importanza strategica rappresentata dal Polifunzionale della Scuola di Medicina, frequentato giornalmente da migliaia di studenti provenienti da tutti i dipartimenti dell’Ateneo.

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“Bisogna tenere in considerazione il grave impatto negativo che la chiusura anticipata avrebbe sull’intera popolazione studentesca – concludono – in un momento in cui l’Università dovrebbe cercare quanto più di aprire le proprie porte alla comunità accademica a scopo didattico, di ricerca e di studio”.

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