BARI – I passaporti falsi vengono fabbricati a Bari, si troverebbe in Puglia la presunta centrale dei documenti taroccati sulla quale stanno indagando la Dda, Ros e Digos nell’ambito di una più ampia inchiesta sul terrorismo internazionale di matrice islamica. Nelle scorse settimane, polizia e carabinieri hanno arrestato tre persone, un iracheno e due britannici di origini irachene, attualmente in carcere con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e possesso di documenti falsi, ma indagati anche per terrorismo. L’ipotesi degli inquirenti baresi è che il capoluogo pugliese sia luogo di passaggio e base per supporto logistico ai foreign fighters. A confermare la provenienza barese dei documenti falsi sarebbe stato proprio il 38enne iracheno Ridha Shwan Jalal, arrestato il 14 marzo perché trovato in possesso di un falso passaporto della Repubblica Ceca. In un interrogatorio investigativo al quale l’uomo è stato sottoposto nei giorni scorsi all’interno del carcere di Bari, l’uomo ha ammesso di aver ricevuto il documento da un cittadino albanese residente a Bari. Intanto, i pm Renato Nitti e Roberto Rossi hanno dato una specifica delega di indagini ai Ros per individuare altri eventuali passaggi sospetti da Bari di presunti terroristi. Gli accertamenti servono a capire se, oltre ad Abdeslam Salah, l’attentatore di Parigi, altri jihadisti coinvolti nei recenti atti terroristici siano passati da Bari.

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