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Arrestati esponenti dei clan Di Cosola e Strisciuglio.  Nelle prime ore di questa mattina, a Foggia, a Potenza e a Colorno (PR), Carabinieri e Polizia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di  Saverio Faccilongo, 30 anni,  Giuseppe Cacucci, 22 anni e Nicola Lorusso, 23 anni, tutti con precedenti penali, ritenuti responsabili, a vario titolo, di due tentati omicidi, di porto e detenzioni di armi da fuoco, anche da guerra e violazione della sorveglianza speciale.

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Le indagini, condotte dalla squadra mobile e dal Nucleo investigativo del reparto operativo dei Carabinieri di Bari, supportate da attività tecniche e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno fatto luce sul  cruento conflitto – che ha vissuto le fasi più acute durante lo scorso mese di febbraio – tra i componenti  del clan “Strisciuglio” operante al quartiere San Pio, di cui Faccilongo è ritenuto figura apicale ed un gruppo di persone riconducibili ad ambienti criminali contigui ai clan “Di Cosola” e “Capriati”.

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Tale violenta contrapposizione, che trova la principale causa nel contrasto nella gestione dei traffici illeciti, in particolare della commercializzazione di sostanze stupefacenti, ha visto prevalere il clan “Strisciuglio”, con una vera e propria epurazione da San Pio degli avversari, costretti a ritirarsi da quel quartiere.

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A Faccilongo è stata contestata la partecipazione all’assalto armato, avvenuto il 7 febbraio, all’interno di un circolo ricreativo del quartiere, quando vennero esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco con un fucile mitragliatore tipo Kalasnikov; Lorusso e Cacucci, appartenenti proprio al gruppo che si contrapponeva agli “Strisciuglio”, sono ritenuti responsabili rispettivamente dei tentati omicidi di Saverio Faccilongo (avvenuto il 30 gennaio 2016) e di Giuseppe Drago (avvenuto il 14 febbraio 2016).

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Sono state eseguite anche numerosi perquisizioni nei quartieri San Paolo e San Pio che hanno portato all’arresto di Pietro Mercoledisanto, pregiudicato,  responsabile di detenzione, ai fini della commercializzazione, di sostanze stupefacenti.


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