Una cerimonia per celebrare il centenario dalla nascita Francesco Capocasale, bandiera del Bari calcio, squadra con la quale esordì nel 1937. E’ così che è stato ricordato oggi in sala giunta di Palazzo di città il calciatore, soprannominato “Paletta”, per la grandezza del suo piede.

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Alla commemorazione hanno partecipato il sindaco di Bari Antonio Decaro, i figli di Francesco Capocasale, il consigliere comunale Giuseppe Cascella, Pasquale Loseto, bandiera del Bari, Elio Di Summa della Uisp e i giornalisti Gianni Antonucci, Michele Salomone e Enzo Tamborra.

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Durante l’evento il sindaco ha donato alla famiglia del calciatore una targa celebrativa di “Franceschino l’Invincibile”, chiamato così perché tutte le squadre in cui ha giocato non sono state mai retrocesse. Elio Di Summa, gestore del campo sportivo Capocasale di San Girolamo, ha annunciato che all’interno della struttura  verrà posto un busto in bronzo raffigurante l’atleta.

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Capocasale ha esordito in biancorosso al Della Vittoria il 3 gennaio 1937, in un Bari-Alessandria, nel quale segnò anche un gol decisivo per il 2 a 1 finale. Fu anche il primo barese ad essere ceduto alla Juventus. “Il Bari – ha ricordato Gianni Antonucci, storico giornalista della squadra biancorossa – non era capace di sbloccare il risultato contro l’Alessandria, ma nella ripresa l’ala sinistra, un giovanotto della Città Vecchia chiamato Franceschino, salta di testa più in alto di tutti e segna il gol vittoria, una rete strepitosa. Questa mattina, comunque, voglio ricordare anche un’altra gloria del Bari, Biagio Catalano, e ci piacerebbe intitolare i settori dello stadio San Nicola ai giocatori, ovviamente nati a Bari, che hanno fatto grande questa squadra”

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“Di Capocasale – ha spiegato il sindaco Decaro -, così come di altri giocatori di quel periodo, oggi vogliamo ricordare non solo l’impegno sportivo, ma la passione dell’uomo e i valori sani che contrassegnarono tutta la sua vita e la sua carriera, da calciatore e da allenatore, con la speranza che quei valori che un tempo animavano lo sport possano tornare ad essere l’anima della passione di tanti ragazzi che oggi si avvicinano alle varie discipline sportive. La targa commemorativa, che consegno con grande piacere ai familiari di Capocasale, non è quindi un semplice riconoscimento alla memoria di un grande uomo, ma un omaggio alla città intera”.

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