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Dieci milioni di euro ai dirigenti. Poca trasparenza. Appalti messi sotto la lente di ingrandimento. Incarichi di consulenze esterne senza verificare la presenza delle stesse professionalità all’interno dell’amministrazione. Un totale di  50 milioni di euro in più spesi in diversi settori, soprattutto per dirigenti e personale. La relazione del Ministero delle Economie “sbarca” in Consiglio comunale, dopo la seduta del 20 settembre scorso che si è sciolta per mancanza del numero legale (la maggioranza aveva abbandonato l’aula rinviando la discussione appena sarebbero state presentate le controdeduzioni dell’amministrazione).

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Il sindaco Antonio Decaro in una lunga relazione risponde alle accuse del Mef, puntando il dito contro gli ispettori. “L’ispezione – ha spiegato Decaro – avrebbe dovuto riguardare solo i costi del lavoro. Invece i funzionari si sono allargati ad altre competenze, commettendo una prevaricazione. Ci sono settori e decisioni che competono alle autonomie degli enti locali. E a noi sembra che ci siano stati dei pregiudizi in alcuni rilievi. Rilievi che hanno riguardato il periodo 2010-2015 e quindi che toccano la mia amministrazione solo per un anno e due mesi. Quello che dice il Mef non è il Vangelo. Sarà la Corte dei Conti ad appurare cosa è giusto e cosa no. Sicuramente lo spirito del ministero è stato repressivo e non collaborativo”.

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Decaro fa riferimento alla questione che lui reputa più preoccupante, quella del salario accessorio. “Ci accusano di avere pagato di più i dirigenti – prosegue Decaro – ma quel fondo accessorio è stato definito il 24 giugno del 2002. Quando ad approvare quelle condizioni c’era il centrodestra, c’era lo stesso Distaso che in un’interrogazione parlamentare ha chiesto chiarimenti sulla relazione del Mef”.

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Decaro, nella sua lunga relazione, fa riferimento ad atti firmati da altri enti. Come i sette assunti della Provincia di Bari che sono stati prorogati sette volte in 5 anni e che hanno fatto ora causa alla Città metropolitana o il capo di gabinetto sempre della Provincia di Bari che nel 2009 (con alla maggioranza il centrodestra) era stato assunto senza un contratto.

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“Noi siamo un Comune virtuoso a cominciare dalla spesa del personale – conclude – e non mi sembra neanche giusto che dopo 16 anni si chiedano dei soldi indietro al personale per una decisione presa anni prima e per soldi che i dipendenti di adesso probabilmente non hanno neanche preso. Io difenderò la mia amministrazione fino alla fine e se qualcuno ha sbagliato pagherà”.

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Dure le critiche della minoranza. Da Fabio Romito a Giuseppe Carrieri, da Irma Melini a Filippo Melchiorre: tutti hanno attaccato la gestione Decaro e la sua relazione. Sabino Mangano del Movimento Cinque Stelle ha annunciato l’attivazione dell’hashtag “decarodimettiti”: “In tre minuti – ha detto – ci sono state 4mila visualizzazioni. Forse la gente fuori sta cominciando a recepire cosa sta avvenendo davvero”.


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