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Il principale processo sulla presunta malagestione nella sanità pugliese perde pezzi e resta monco. Sedici dei 25 capi d’imputazione che coinvolgono 18 persone, tra di loro anche l’ex senatore del Pd, Alberto Tedesco, sono stati dichiarati prescritti stasera dal Tribunale di Bari.\r\n\r\nNel febbraio del 2011 cinque persone, tra imprenditori e dirigenti Asl, furono arrestate, il Tribunale chiese al Senato di poter eseguire la custodia cautelare ai domiciliari anche nei confronti di Tedesco, ex assessore regionale alla Sanità del primo governo Vendola. Quasi sei anni dopo, il processo si sgretola: i giudici, infatti, hanno emesso un primo provvedimento con il quale hanno dichiarato la prescrizione di 16 capi d’imputazione contestati a 18 persone. I reati cancellati sono l’abuso d’ufficio, la turbativa d’asta, la truffa, il falso, la corruzione e la rivelazione di segreto di ufficio, resta in piedi l’associazione per delinquere, ma anche questo si prescriverà tra un anno circa, e qualche episodio di concussione.\r\n\r\nIl senatore Tedesco è accusato di essere a capo di una presunta “cupola” – così scrivevano i giudici del Riesame – che fra il 2005 e il 2009 avrebbe gestito la sanità in Puglia con metodi clientelari. “Una rete – secondo la Procura – in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari ed economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso Tedesco in occasione delle competizioni elettorali”. Il processo riprenderà a gennaio con l’audizione di altri testimoni, il pm Luciana Silvestris e l’aggiunto Lino Giorgio Bruno hanno citato come teste Gianpaolo Tarantini.


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