Cabtutela.it
aqp.it
ferrovieappulolucane.it

“Nella classe di mio figlio, tanti bambini non hanno potuto assistere con i compagni ad un’opera al Petruzzelli, perché il biglietto costava dodici euro”. Parte da questo aneddoto la riflessione di Gennaro Nunziante, regista e artista barese, relatore – insieme al parlamentare Antonio Distaso – al convegno “Cultura e identità”, promosso nel Palazzo ex Poste dall’associazione Il confronto (guidata da Ignazio Lagrotta). Presenti in sala anche l’assessore alla cultura Silvio Maselli e il sindaco Antonio Decaro, mentre il dibattito è stato moderato da Michele De Feudis di Borderline24.\r\n\r\nLa politica non fa abbastanza contro l’esclusione sociale\r\n\r\nIl riferimento di Nunziante è il punto di partenza di una dissertazione su come povertà ed esclusione sociale non siano abbastanza combattute dalla politica e dalle amministrazioni locali. “I giovani che sono stati esclusi dalla giornata nel Politeama, ente che sopravvive con i soldi di noi cittadini, non perdoneranno questa ferita alla società, per tutta la vita”, ha aggiunto il regista.\r\n\r\nDistaso: “Il sentire comunitario deve guidare la politica”\r\n\r\nIl dibattito è stato serrato e articolato, ma ha trovato un punto di equilibro nella valorizzazione della visione comunitaria: “E’ la comunità, il sentire comune a dover guidare la politica”, ha puntualizzato Antonio Distaso, invitando a non sottovalutare gli effetti di gestioni orientate al malaffare di gioielli culturali della città, a partire dal Teatro Petruzzelli. E proprio sul politeama sono arrivati gli strali di Nunziante. “E’ brutto, ricostruito con materiale nuovo e con l’ambizione di farlo sembrare antico. Se interessa alla borghesia, che lo prende in gestione. Bari ha visto nascere iniziative culturali di valore, non casualmente, quando il Petruzzelli era chiuso…”.\r\n\r\nLa proposta: “Una card della cultura per tutti”\r\n\r\nDal dialogo – che ha toccato anche Polo dell’arte, ruolo della scuola e dell’associazionismo – alle proposte concrete: Nunziante ha lanciato l’idea di una tessera della cultura, una card che consenta ai meno abbienti la fruibilità dei servizi culturali della città. “Come per il ticket sulle medicine, che determina riduzioni sul costo dei farmaci, lo stesso meccanismo sarebbe utile per l’accesso alla cultura. Che non può essere appannaggio di pochi”, ha puntualizzato l’artista. Anche il sindaco Decaro ha voluto replicare alle obiezioni sulle politiche culturali della città, evidenziando che sono in fase di ultimazione i recuperi contenitori come il Castello Svevo e Santa Scolastica, e che in futuro le difficoltà riguarderanno il reperimento di fondi per riempire di contenuti questi spazi. In più ha annunciato che l’introduzione della carta della cultura è stata inserita nelle politiche culturali della città.\r\n\r\nCultura cittadina policentrica e ruolo della borghesia\r\n\r\nSullo sfondo due riflessioni: da un lato gli investimenti culturali sul territorio non possono riguardare solo il murattiano, ma dovrebbero favorire il riscatto di tutti i territori, comprese le periferie; dall’altro la borghesia barese dovrebbe dismettere una atavica aridità e investire su musica, poesia, letterature e arti visive, al fine di dare un’anima dinamica ad uno spazio pubblico cittadino ingrigito da troppi slogan e pochi eventi davvero inclusivi.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui