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Sarà un consulente tecnico a decidere della sorte della palazzina del Provveditorato nell’area del Castello Svevo. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con la recente sentenza parziale emessa il 16 gennaio 2017. La perizia tecnica – affidata al preside della facoltà di Architettura dell’Università di Roma La Sapienza, Anna Maria Giovenale – dovrebbe essere pronta entro la fine del 2017, dopo di che il Consiglio di Stato si pronuncerà sull’accusa di abusivismo – portata avanti dal Comitato del Parco del Castello – per la costruzione della palazzina del Provveditorato, in largo Santa Chiara. “L’abuso va eliminato – puntualizza l’architetto Arturo Cucciolla, militante attivo del Comitato – non è sanabile”.

È stata annullata, inoltre, definitivamente la decisione del Tar Puglia che imputava al Comitato le spese processuali, colpevole di aver presentato ricorso in maniera tardiva.

Nella cronistoria del processo, riportata in conferenza stampa questa mattina, spicca “l’ambiguità del Comune di Bari – la cui posizione ha vacillato tra il sostegno alla cittadinanza e l’astensione – e l’illogicità della sentenza del Tar, che accusava il Comitato di aver segnalato tardivamente un vincolo ignorato dalle stesse istituzioni”, denunciano dal comitato. “Questa è una vittoria per la democrazia e per la cittadinanza attiva – dichiara l’avvocato Luigi Paccione che segue dall’inizio il caso – un ribaltamento della consuetudine che vuole i cittadini concentrati sul privato e le istituzioni sulla comunità: questa volta sono i cittadini a spendersi per il bene pubblico”. “Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra”, conclude Michele Fanelli, dell’Acli Dalfino. Una battaglia che alle 37 associazioni che fanno parte del Comitato è costata già 9mila euro.


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