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Un cocktail sul mare da bere con un amico, una installazione da ammirare e buona musica da ascoltare in compagnia della vista più bella di Bari. Un parco polifunzionale che ricuce quattro quartieri della città e che mette insieme arte e tecnologia, giovani e anziani in un unico spazio. Contenitori da riempire di arte e idee, così l’assessore “alle Culture” Silvio Maselli immagina una Bari con un volto nuovo, da costruire tra idee condivise e una politica decisa a concretizzarle. “Non è un caso – racconta l’assessore – che il sindaco abbia definito questo assessorato ‘alle Culture’: l’idea è infatti quella di aprirsi a più culture in una città che mette insieme diverse etnie.

Rossani

“Visione e concretezza. E’ questo il binomio che l’amministrazione Decaro sta adottando per la realizzazione di un progetto che sta procedendo per step: è impossibile immaginare di consegnare alla città 86mila metri quadri – da un giorno all’altro – soprattutto perché all’interno della Rossani ci sono immobili soggetti al vincolo della Sovrintendenza. Il nostro desiderio è consegnare l’intero progetto alla città entro la fine del mandato”.

Già ad agosto scorso il sindaco ha tagliato il primo nastro del “polo Rossani” con la consegna della nuova sede dell’Urban center. L’edificio si trova all’incrocio tra via Vitantonio de Bellis e corso Benedetto Croce: è stato completamente ristrutturato nell’ambito dei lavori di riqualificazione cominciati lo scorso novembre e costati 650mila euro. L’Urban center è nato con l’intento di progettare in maniera partecipata la prosecuzione delle attività all’interno della ex Caserma, ma anche per prendere parte alle decisioni strategiche per il futuro della città di Bari. “I prossimi step – racconta Maselli – sono l’apertura del Polo bibliotecario, il trasferimento della sede dell’Accademia delle belle arti e la realizzazione del parco pubblico progettato dallo studio Fuksas che sarà pronto entro la fine del 2017”.

Maselli immagina di trasferire – all’interno della Rossani – anche l’Istituto d’arte. “Oggi i mille ragazzi della seconda accademia più importante d’Italia per numero di iscritti, ha sede in un palazzo in via Re David. Contiamo a stretto giro di regalare loro un luogo di studio all’altezza delle professionalità della nostra accademia”. Infine c’è Porta futura che, racconta ancora Maselli “dopo anni di parole, è diventato un progetto realizzato nella ex manifattura, dove a breve saranno trasferiti anche gli uffici del Cnr”.

Polo delle arti del contemporaneo (Margherita – Mercato del pesce)

Gli uffici dell’assessorato del Patrimonio – approvato dalla giunta comunale il protocollo d’intesa con la Città metropolitana di Bari – saranno trasferiti in via Re David in vista dei lavori che interesseranno il Mercato del Pesce. L’immobile di piazza del Ferrarese infatti sarà oggetto di ristrutturazione nell’ambito del progetto del Polo delle arti del contemporaneo unitamente al teatro Margherita dove i lavori sono già in corso.

“I lavori al Margherita stanno procedendo con velocità e sicuramente a fine 2017 saranno consegnati” –  intendiamo inaugurarlo”.

Il nuovo Margherita sarà per Maselli un luogo dove sarà possibile “bere un cocktail sul mare con un amico, ammirare una installazione e ascoltare buona musica in compagnia della vista più bella di Bari. Il polo sarà un luogo dove succederanno tante cose. Perché la città ha bisogno che succedano. Ci saranno esposizioni da tutto il mondo perché dobbiamo aprirci per svincolarci da un approccio provinciale all’arte e quindi alla cultura”.

Bari e la cultura

“In città esistono almeno 7mila persone interessate alla cultura. La parte più larga di questa città però è più pigra. Basti pensare che la pinacoteca – il più grande museo pittorico della Puglia – ha registrato un fatturato di poco più di 5mila euro nel 2016 ed è impensabile”. Maselli aggiunge: “Dobbiamo fare di Bari una città normale e dare gli strumenti a tutti per avvicinarsi alla cultura e alla storia. La nostra è una città che ha 4mila anni ed è inaccettabile che non esista un museo che racconti la nostra storia”.

A breve quindi i contenitori culturali – almeno il Margherita e la Rossani – saranno cosegnati alla città. Occorrerà poi riempirli e tracciare una strategia condivisa prima dei tagli inaugurali. Tagli ai quali (a dispetto delle voci diffuse negli ultimi tempi che vedevano Maselli pronto a ricoprire un incarico a Roma) “parteciperò – assicura – in qualità di assessore”.


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