Un ragazzo bengalese di 29 anni si appostava davanti all’ingresso del liceo scientifico Scacchi per molestare le studentesse. La notizia, diffusa sui giornali il 13 febbraio scorso, è arrivata anche ai rappresentanti dell’Unione degli studenti che – pur condannando l’episodio – avvertono: “Trasformare i migranti nel ‘nemico sociale’ alimentando lo spettro della xenofobia e del razzismo, non porta ad altro che al moltiplicarsi di situazioni simili”.

Il senso di insicurezza, tuttavia, è un dato riscontrato anche dagli studenti del sindacato che vivono quotidianamente la vita degli istituti baresi: “Quanto accaduto alle studentesse dello Scacchi, non è un caso isolato” – afferma Davide Lavermicca, coordinatore dell’Unione degli Studenti Bari – “è inaccettabile registrare, sempre più frequentemente, molestie nei confronti delle studentesse nei luoghi della formazione. Gli stessi luoghi che dovrebbero garantire sicurezza e sensibilizzazione sul tema affinché non si verifichino violenze e atteggiamenti maschilisti”.

“Il dato più preoccupante è che col passare del tempo vediamo aumentare sempre più i casi di violenze sulle donne – afferma Gennaro Cifinelli, delegato per le questioni di Genere ed LGBT dell’Unione degli Studenti di Bari – in un contesto sociale e culturale che non le considera come soggetti liberi e capaci di autodeterminarsi, ma che al contrario alimenta la disparità tra i sessi”. “Come Unione degli Studenti – conclude Cifinelli – l’8 marzo aderiremo alla marcia contro la violenza sulle donne, portando avanti la nostra idea di ri-politicizzazione della questione del genere e della sessualità attraverso la costruzione di una coscienza resistente alla violenza”.


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