Si chiama “Inside the breath” ed è il progetto, sviluppato dall’Università di Bari e dai medici del Policlinico, che permetterebbe di diagnosticare il cancro con il respiro.

La storia

Nel 2012 i ricercatori hanno ottenuto dalla Regione Puglia un milione e mezzo di euro per sviluppare questa sperimentazione che nei prossimi due anni potrebbe diventare operativa. La scoperta già cinque anni fa fece il giro del mondo e fu pubblicata in una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, British Journal of Surgery (prima rivista di chirurgia in Europa e seconda nel mondo), rimbalzando immediatamente sulle principali testate giornalistiche del mondo, dalla Cnn alla Cbc, dalla Bbc al Daily News, dal The Telegraph al Daily Mail, fino al Time.

L’intuizione è semplice: applicare al respiro lo stesso approccio utilizzato per monitorare la qualità dell’aria, proprio quello usato dal gruppo di scienziati per individuare  le emissioni dell’Ilva.

È stato così possibile, solo gonfiando un palloncino, diagnosticare il cancro al colon retto, una diagnosi che oggi si ottiene con la colonscopia e con la ricerca del sangue occulto nelle feci. La nuova metodica sarebbe più efficace: su 100 malati ne individua 80, mentre su 100 pazienti positivi al test del sangue occulto che eseguono una colonscopia, solo 50-60 hanno una patologia intestinale e solo 7 di essi un tumore.

La presentazione

L’apparecchiatura è stata poi “ampliata” in maniera tale che potesse individuare più tumori e non solo quello al colon. Le ultime novità saranno presentate il 21 febbraio dal rettore Antonio Uricchio, dall’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone, da Gianluigi De Gennaro del dipartimento di Biologia e Delegato del Rettore allo Sviluppo della Creatività e da Donato Francesco Altomare, Direttore dell’Unità operativa di Coloproctologia della clinica di  Chirurgia Generale del Policlinico di Bari.

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