“Il peggior debitore risulta essere lo Stato”, è quanto emerge dalla relazione del presidente del Tar Puglia, Angelo Scafuri, che oggi ha inaugurato l’anno giudiziario del tribunale amministrativo. La cerimonia è stata dedicata alle 23 vittime del disastro ferroviario del 12 luglio scorso fra Andria e Corato e “a tutte le vittime della violenza umana e della natura” nel 2016.

La relazione evidenzia un dato: nel 2016 sono stati smaltiti tutti i ricorsi in materia di appalti pubblici i cui tempi di definizione, rispetto alla media nazionale di 150 giorni, è di circa 100 giorni.In generale, ha sottolineato il presidente Scafuri, la giustizia amministrativa pugliese chiude i procedimenti mediamente in 12-18 mesi, anche grazie all’entrata in vigore del processo breve e del processo telematico.

Il contenzioso pendente più rilevante si conferma nelle materie dell’edilizia e dell’urbanistica (26 per cento), seguite da pubblico impiego (9%), ambiente (8%), autorizzazioni e concessioni (7%), attività contrattuale pubblica (6%), sanità (7%) ricorsi per l’esecuzione del giudicato (4%). In aumento il numero dei ricorsi contro il silenzio della pubblica amministrazione (72, +11%) a “conferma – dice Scafuri – che le istanze dei cittadini non sempre sono riscontrate in tempi congrui”. Altro dato evidenziato nella relazione è quello sull’esito dei procedimenti, con gli accoglimenti (524, 39 per cento) che superano i rigetti (328, 24 per cento).

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