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Canosa, donna uccisa in casa: le intercettazioni inchiodano il terzo sospettato

Pubblicato da: redazione | Lun, 22 Maggio 2017 - 11:30
(Foto di repertorio)

Nella giornata di giovedì scorso la Polizia di Stato ha notificato a Gianfranco Colucci, canosino 21enne con precedenti di polizia, la misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, per la rapina e l’omicidio di Maria Melziade avvenuto a Canosa di Puglia il 17 novembre 2016.

Il giovane si trovava già in carcere a Trani da alcuni mesi dopo essere stato arrestato dal personale del Commissariato di Canosa di Puglia per evasione dagli arresti domiciliari ai quali si trovava per detenzione di arma clandestina.

Maria Melziade stava rientrando a casa da Milano col marito quando, appena varcato l’uscio, fu aggredita da tre malviventi. Ferita, ma cosciente, fu immediatamente trasportata prima all’ospedale di Canosa e poi ad Andria. Durante la notte la vittima perse la vita in ospedale per un improvviso aggravamento del quadro clinico.

Le indagini degli investigatori del locale Commissariato e della squadra mobile di Bari, assai complesse, si svilupparono su più fronti ma furono in particolar modo le immagini recuperate dai sistemi di videosorveglianza a consentire la ricostruzione dei movimenti dei rapinatori e a disvelarne l’identità.

A fine dicembre furono arrestati dalla Polizia di Stato Lorenzo Campanella, Francesco Scardi e Colucci; a carico dei primi due, il Tribunale del Riesame confermò la misura, mentre a carico del terzol’ordinanza del Gip di Trani fu annullata dai magistrati della Procura della Repubblica presso il tribunale di Bari.

Nuovi elementi di prova, emersi grazie all’attività tecnica di intercettazione, hanno consentito di rafforzare il quadro accusatorio a carico del Colucci da cui è scaturita la richiesta della nuova misura di custodia in carcere eseguita dai poliziotti del locale Commissariato e della Squadra Mobile di Bari.

I tre uomini sono accusati di rapina aggravata e omicidio preterintenzionale e sono attualmente detenuti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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