La Grande Guerra era già cominciata da circa dieci mesi, l’Italia, che fino a quel momento era in bilico fra la neutralità e la volontà di schierarsi, il 23 maggio dichiara guerra all’Impero Austro-Ungarico. Nonostante l’opinione contraria della maggioranza della Camera (e della nazione stessa) che sceglieva la neutralità del Paese, il presidente del Consiglio Salandra, unitamente a Sonnino e re Vittorio Emanuele III, firma il trattato di Londra, un accordo che, in cambio di alleanza con Francia, Inghilterra e Russia, cedeva Trentino, Venezia-Giulia, Istria e Dalmazia all’Italia.

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Fu così che, come racconta la stessa canzone, il 24 maggio 1915, sulle sponde del Piave l’Italia entra ufficialmente in guerra. Un conflitto che costò 700 mila morti, un dispendio di forze e di uomini che, durante questo periodo, conobbero il sacrificio delle trincee, e dal quale la stessa nazione ne uscì indebolita socialmente, politicamente ed economicamente.

 

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