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Controlli sull’acqua e sul giardino condominiale. Proseguono le verifiche nell’area della “palazzina della morte”, l’edificio di via Archimede, a Japigia, così ribattezzato perché dal 1990 ad oggi sono stati registrati 27 casi di tumore, alcuni dei quali purtroppo mortali. Casi che, negli ultimi mesi, sono saliti a 32.

I tecnici dell’Arpa del Friuli Venezia Giulia stanno compiendo altri scavi e carotaggi per capire se può esserci un collegamento tra l’insorgere della malattia e un ipotetico inquinamento ambientale. Sotto osservazione è finita anche l’acqua che passa nelle condotte della palazzina di via Archimede, nulla è lasciato al caso.

Il pm della Procura di Bari, Baldo Pisani, ha dato mandato ai vigili del fuoco e all’Arpa di eseguire le verifiche nel sottosuolo, l’area è stata delimitata e interdetta. Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, per aver i primi risultati bisognerà attendere ancora qualche settimana. Gli investigatori vogliono verificare se la falda possa essere stata inquinata o se nel sottosuolo possano essere stati nascosti, nel corso degli anni, rifiuti tossici. Un’incidenza tumorale così elevata non si registra nemmeno in zone molto inquinate, come ad esempio i quartieri di Taranto più vicini all’Ilva.


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