“Il tratto del lungomare di San Girolamo-Fesca già aperto al pubblico non è sottoposto al divieto di balneazione”. La precisazione arriva da Giuseppe Galasso, assessore ai Lavori pubblici. In risposta a Irma Melini, consigliere comunale Gruppo Misto, che ieri ha segnalato la mancata analisi dell’Arpa delle acque in quella zona di waterfront in quanto troppo vicine agli sbocchi fognari del depuratore Bari ovest. “Il cartello vecchio del 2009 è stato superato dal chiarimento del 2012, l’apertura storica di lido Massimo ne è la prova più evidente”, aggiunge Galasso.

“Per l’individuazione delle aree con accesso limitato alla balneazione debba farsi necessariamente al settore circolare avente come centro il punto di scarico fatte salve le eventuali prescrizioni specifiche”, si legge nel documento per il servizio tutela delle acque della Regione (23 maggio 2012) sulla balneabilità e relativa area di rispetto in prossimità degli sbocchi fognari. Quindi la distanza tra la costa di riferimento e lo sbocco fognario si individua attraverso un settore circolare in cui lo sbocco è al centro e non fulcro di una linea retta che evidentemente non interessa la nuova spiaggia di Fesca.

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1 COMMENTO

  1. Già, peccato che l’acqua non sia un’entità solida. Con le correnti giuste le acque reflue depurate dalla combinazione di trattamenti chimici e fisici non consentono la balneazione pena irritazioni alle mucose degli occhi e della bocca. Provare per credere, io l’ho provato.

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