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Sono oltre 900 i morti sotto i colpi della criminalità organizzata. I loro nomi sono stati letti ad alta voce durante la manifestazione nazionale che a Foggia celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera, Avviso Pubblico e Regione. La XXIII edizione “Terra, solchi di verità e giustizia” per il primo anno è riconosciuta ufficialmente da una legge dello Stato. A rappresentare la città di Bari il sindaco Antonio Decaro e Vitandrea Marzano, responsabile dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari. “La pioggia non ci ha fermato”, ha detto Don Ciotti, alla guida del corteo che è partito da piazza Cesare Battisti.

“Qui piove ma oggi c’è lo stesso la primavera: ci sono migliaia e migliaia di giovani, adulti e associazioni che stanno camminando insieme – ha continuato il fondatore di Libera – è necessario scrivere nelle nostre coscienze tre parole. La prima – ha detto – è continuità, la seconda è la condivisione perché è il noi che vince, la terza è la corresponsabilità, cioè il chiedere alle istituzioni che facciano la loro parte, e se non la fanno dobbiamo essere una spina per chiedere conto”. “Il cambiamento – ha rilevato – ha bisogno di tutti. Noi lo chiediamo alla politica, alle istituzioni, ma dobbiamo chiederlo anche a noi come cittadini: abbiamo bisogno di cittadini responsabili – ha concluso – non di cittadini a intermittenza a seconda delle emozioni e dei momenti”.

“Con grande calore la mia Puglia accoglie le migliaia di persone arrivate qui oggi da tutta Italia per dire no alla mafia, no alle intimidazioni, no alla paura – ha detto Decaro –  da presidente dell’Anci, da rappresentante degli ottomila Comuni italiani voglio ricordare tutti gli amministratori pubblici che nel 2017 sono stati vittime di intimidazioni o attentati. Che spesso operano in Comuni piccoli o piccolissimi, e per questo rischiano che il loro appello allo Stato non venga ascoltato. Se siamo qui oggi, e se siamo in tanti, le mafie non possono vincere. La lotta è lunga e dura ma siamo di più noi, siamo molti di più”.

Oltre 40mila le persone presenti, tra studenti, parenti delle vittime della mafia, politici. Al fianco di  don Ciotti anche Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare Antimafia. Ingente lo spiegamento delle forze di sicurezza con 112 poliziotti, 70 carabinieri, e diversi agenti dei reparti speciali. Per ragioni di sicurezza sono stati sigillati tutti i tombini e tolti i cassonetti.


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