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Sarebbero un centinaio, forse di più, i ragazzi che, negli ultimi giorni, sono stati contattati dall’Università per iscriversi alla facoltà di Medicina. Si tratta di studenti che sei mesi fa, a settembre, hanno partecipato al test d’ingresso ma sono stati esclusi dalla graduatoria. Ora, ad anno accademico inoltrato, sono stati chiamati ed è stata offerta la possibilità di iscriversi. In tanti, però sono costretti a rinunciare, perché nel frattempo si sono iscritti ad altre facoltà con esami già dati o perché non se la sentono di cominciare un percorso di studio così difficile partendo con un ritardo di ormai sei mesi.

Il caso è finito anche tra i banchi del Consiglio regionale, a sollevarlo il consigliere di Noi con L’Italia, Luigi Manca, medico di professione. “Qualche centinaio di ragazzi – dice – che a settembre scorso hanno effettuato il testi di Medicina, ma non sono rientrati nel numero chiuso stabilito,  sono stati o stanno per essere contatti per poter iscriversi al primo anno alla facoltà di Medicina e Chirurgia ad anno accademico avviato già da un bel pezzo. Inutile dire che moltissimi rinunciano all’opportunità così tanto desiderata perché iscritti ad altre facoltà con esami già dati o per totale cambio di vita dopo la delusione di non essere rientrati nel numero chiuso. Tutto questo dimostra come il metodo del numero chiuso in Medicina è assurdo, visto che come appare in questi giorni il suddetto numero non solo non è stato pienamente coperto ma si cercano nuove matricole ad anno accademico quasi terminato: ma chi sta gestendo questa situazione si rende conto del danno prodotto su questi giovani che hanno dovuto rinunciare di iscriversi alla facoltà di Medicina, che dava l’accesso al lavoro-missione della propria vita, e che ora dovrebbero iscriversi in corso d’opera dando esami a breve termine su materie delle quali non hanno seguito neppure una lezione? Una follia”.


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