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Quattro impianti della Puglia per risolvere l’emergenza rifiuti di Roma: ecco dove andrà l’immondizia

Pubblicato da: Daniele Leuzzi | Gio, 24 Maggio 2018 - 17:45
Roma, 9 maggio 2017
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L’emergenza rifiuti che interessa Roma potrebbe trovare una risoluzione grazie alla disponibilità della Puglia. Sono quattro i siti pronti allo smaltimento e sono quelli di Foggia e dei comuni leccesi di Cavallino, Ugento e Poggiardo. Lo rende noto il commissario Ager Gianfranco Grandaliano, nel corso della commissione Ambiente del Consiglio regionale della Puglia, in risposta alla richiesta d’aiuto della capitale per la riattivazione di un accordo temporaneo tra le due regioni.

Grandaliano dal punto di vista tecnico ha spiegato che la scelta di Ama è ricaduta sulla Puglia “in virtù di dati Ispra dai quali risulta che la Puglia è l’unica a trattare al 100 per cento i rifiuti indifferenziati”. “Disponiamo di 10 impianti la cui capacità – ha aggiunto – è superiore in alcuni casi, soprattutto in seguito all’aumento della raccolta differenziata, alle quantità effettivamente smaltite. Sono quattro i siti in cui potrebbe esserci disponibilità, ma è da escludere – ha sostenuto il commissario – che l’eventuale trasferimento possa avvenire nei mesi di luglio e agosto, dal momento che gli impianti in questione si trovano in località turistiche, che nel periodo estivo vedono incrementare la quantità di rifiuti prodotti”.

Sulla questione il consigliere e coordinatore regionale di Direzione Italia-NcI, Francesco Ventola, dopo aver promosso l’audizione del commissario Grandaliano, ha spiegato che “è servita per fare chiarezza”. Secondo il fittiano “il Movimento 5 Stelle, che da due anni gestisce la Capitale ed è tanto sensibile ai temi dell’ambiente, di rifiuti zero e di zero discariche, intende raggiungere questo risultato mandando a bruciare e smaltire i propri rifiuti in giro per l’Italia, in modo particolare negli impianti pugliesi”. Sulla richiesta per il trattamento delle eccedenze di produzione dei rifiuti sono diversi i consiglieri regionali che hanno già chiesto, con una mozione, che della decisione sia investita l’assemblea legislativa pugliese.

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