Sono scesi in strada e hanno sfilato, in toga, insieme. Avvocati e magistrati hanno così protestato contro la situazione di precarietà in cui versa il palazzo di giustizia di via Nazariantz: due perizie tecniche hanno certificato criticità strutturali tali da portare il Comune a sospendere l’agibilità e la Protezione civile a montare tre tende dove tenere le udienze.

Il corteo è partito  da via Nazariantz per raggiungere piazza De Nicola. Intanto  i vertici degli uffici giudiziari incontreranno una delegazione del Csm, guidata dal vicepresidente Giovanni Legnini. “Bisogna trovare una soluzione a questa situazione d’emergenza – ha detto Legnini –  il Csm non ha competenza nell’edilizia giudiziaria. A noi spetta stare al fianco della magistratura barese”.

“È evidente che nelle tende non si può amministrare la giustizia. Vogliamo dare un contributo alla individuazione della soluzione e alla sua rapida attuazione, stando al fianco della magistratura e dell’avvocatura barese”, ha aggiunto Giovanni Legnini, arrivato a Bari per incontrare i vertici degli uffici giudiziari- “Siamo qui per prendere visione della situazione e ascoltare – ha detto ancora – Poi faremo quanto in nostro potere nelle sedi opportune per sollecitare soluzioni rapide”. Ad accompagnare Legnini nella tendopoli allestita nel parcheggio sterrato del palazzo di giustizia ci sono i vertici degli uffici giudiziari baresi e rappresentanti dell’Anm nazionale. “Stiamo come in un ospedale in cui funziona solo il pronto soccorso con tutti i reparti chiusi”, ha detto il procuratore Giuseppe Volpe, spiegando che dai prossimi giorni gli armadi con i faldoni saranno spostati a piano terra per alleggerire i carichi all’interno del palazzo e sarà stabilito un’accesso a rotazione nell’edificio del 50 per cento del personale.

 

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