Cabtutela.it
acipocket.it
agricoladiniso.it

Non semplici sub né solo speleologi  “geografi del buio”, bensì “speleonauti”, ovvero esploratori di profondità  sommerse, è questa la definizione di speleologi subacquei tratteggiata dagli istruttori della Scuola Nazionale di Speleologia Subacquea della Società Speleologica Italiana che la scorsa settimana, da tutta Italia, sono approdati nel capoluogo e a Polignano a Mare per tenere il primo corso  teorico-pratico in questa disciplina in Terra di Bari, organizzato dal Gruppo speleologico Vespertilio-Cai Bari, in partnership con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, la Scuola Nazionale di Speleologia  Subacquea Cai (Sns), e la Federazione Speleologica Pugliese. Cinque giorni
intensivi per iniziare a formare nuove leve che siano in grado di esplorare e percorrere in sicurezza e con cognizione di causa, caverne e grotte marine, sorgenti e sifoni.

La Speleo-subacquea è quella branca della Speleologia che consente, attraverso adeguata formazione, di visitare, esplorare e studiare gli ambienti sotterranei sommersi, siano essi naturali (grotte marine, grotte carsiche sorgenti) o artificiali (cisterne, miniere
allagate, strutture costruite dall’uomo per lo sfruttamento del sottosuolo e per l’approvvigionamento idrico). Per la complessità e i rischi connessi alla pratica della Speleologia Subacquea, è necessario un addestramento propedeutico specifico e multidisciplinare, e prima di poter frequentare un corso base di speleosubacquea, è necessario dimostrare un’ottima conoscenza delle tecniche di immersione subacquea, con brevetti avanzati nelle didattiche della subacquea, e aver frequentato un corso di speleologia terrestre presso un’associazione speleologica riconosciuta.

Perché un corso a Bari. In Puglia si contano circa 400 cavità marine, tra grotte costiere emerse, grotte marine semisommerse e sommerse, una risorsa preziosa dal punto di vista ambientale, turistico e culturale, come dimostrano anche le recentissime scoperte archeologiche nell’antico porto di Bari. Numerosi sono anche i pozzi e le cisterne abbandonati o trascurati nelle antiche masserie e nella campagne dell’entroterra, che
necessiterebbero di essere riesplorati e controllati in vista di una eventuale messa in sicurezza, ma per farlo sono necessarie competenze specifiche, di qui la necessità di formare speleosub locali. “Il nostro è un patrimonio naturale unico che abbiamo il dovere di conoscere, valorizzare e tutelare.

“La speleosubacquea è tra le discipline più complesse e impegnative, ma sicuramente bellissima sotto molteplici aspetti, perché oltre ad essere un’attività emozionante se praticata in sicurezza, ha anche una grande utilità pubblica se utilizzata come strumento al servizio della scienza e della società, basti pensare agli studi geomorfologici del
territorio, alle recentissime ricerche archeologiche, e purtroppo anche ai sempre più frequenti recuperi e salvataggi, dovuti spesso alla superficialità con cui ci si approccia a questa attività – ha spiegato Enzo D’Adduzio, direttore del corso e membro storico del Gruppo Speleologico Vespertilio Cai Bari – E’ quindi indispensabile iniziare a dare anche ai nostri appassionati una formazione il più possibile completa, rigorosa e consapevole, sin dai loro primi passi in questo mondo, superando la dimensione meramente ricreativa e sportiva, e prescindendo dalla considerazione che resti un hobby della domenica o prosegua nella formazione professionale. E’ per questo che siamo particolarmente orgogliosi di avvalerci, per questo primo corso Cai in Terra di Bari, della competenza e
dell’esperienza di eccellenze di fama internazionale dell’Università di Bari e della Scuola Nazionale di Speleosubacquea della Società Speleologica Italiana.”

La scelta del Comune di Polignano a Mare di patrocinare questo corso nasce dalla lunga e proficua collaborazione con il Cai Bari, sperimentata prima durante il progetto della Federazione Speleologica Pugliese nella falesia di Polignano e poi nel supporto offerto dal Gruppo Speleologico Vespertilio nella realizzazione di un progetto che prevedeva il rilievo di alcune cavità marine in vista della messa in sicurezza della suggestiva scogliera, ormai famosa in tutto il mondo. “Polignano a Mare è una meta turistica ambita a
livello internazionale, ma con un delicato e prezioso ecosistema. Siamo quindi molto felici di ospitare questa interessante e lungimirante iniziativa e proseguire in questa collaborazione con il Cai Bari, perché la sua competenza può aiutarci a sviluppare le nostre risorse all’insegna della sostenibilità e della sicurezza.” ha dichiarato Domenico Vitto, sindaco del Comune di Polignano a Mare.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui